L'australiano precede Pasqualon e Riabushenko
La Coppa Sabatini 2020, in parte rinnovata e più impegnativa degli anni precedenti, prevede 210
km caratterizzati da un doppio circuito. Quello introduttivo, lungo 21,3 km, da ripetere 7 volte, con
il passaggio sulla salita di Terricciola e la novità del Muro di via Greta, uno strappo breve ma
impegnativo che conduce nel centro storico di Peccioli; il circuito finale, di 12,2 km da ripetere 5
volte che presenta, come da tradizione, l’ascesa verso il traguardo di Peccioli (900 metri al 9% di
pendenza media).
Sulla prima ascesa della salita di Terricciola iniziano gli attacchi e il gruppo si fraziona. Al
secondo passaggio su questa salita, scollina per primo Giovanni Carboni (BCF), poi raggiunto da
altri corridori, mentre il gruppo, con in testa Vini Zabù – KTM e Team Ineos, si ricompatta, si rialza
e lascia andare la fuga. Davanti sono in 8. Oltre al già citato Carboni sono presenti Yukiya
Arashiro (TBM), Alexander Konychev (MTS), Florian Vermeesch (LTS), Nicholas Dlamini
(NTT), Mulu Hailemichael (NDP), Ivan Rovny (GAZ) e Raffaele Radice (SAT).
Il gruppo controlla e il vantaggio si stabilizza intorno ai 3 minuti. Quando mancano 80 km all’arrivo
i fuggitivi iniziano a perdere pezzi. Prima Dlamini, poi è la volta di Carboni e di Radice.
Rimangono in 5 davanti, quando mancano 3 giri del circuito finale, con un distacco inferiore ai 2
minuti dal gruppo tirato dalla Israel Start Up Nation. Davanti tenta l’allungo il giovane africano
Hailemichael, dietro ci provano sullo strappo dopo il traguardo Moscon e Visconti, ma entrambi i
tentativi non vanno a buon fine.
La Movistar tenta un attacco di squadra cercando di sfruttare il vento laterale per spezzare il gruppo
ma non ci riesce. Il ritmo è alto e quando suona la campana dell’ultimo giro il gruppo riassorbe i
fuggitivi e torna compatto. Nonostante diversi tentativi, nessuno riesce ad evadere e si arriva quindi
tutti insieme, con la Mitchelton –Scott molto attiva e lo strappo di Peccioli chiamato, come spesso
succede, a fare da giudice.
La squadra australiana allunga il gruppo, guidata dall’esperto Albasini, con il neozelandese Dion
Smith - già sesto quest’anno alla Milano Sanremo - che va a finalizzare il grande lavoro di squadra
battendo nettamente in volata l’italiano Pasqualon e il bielorusso Riabushenko.






