Terribile volo per Evenepoel: frattura al bacino, stagione finita
Il danese Jakob Fuglsang fa suo il Lombardia da dominatore, staccando uno alla volta tutti i compagni di fuga. 2° arriva George Bennet, poi Vlasov, Mollema, Ciccone e Nibali. 8° Ulissi a 5'20". Tutti ben distanziati.
Questo è l'esito della prima Classica Monumento del 2020, che ha avuto attimi drammatici per la rovinosa caduta di Remco Evenepoel, precipitato da un dirupo in discesa. Il giovane belga non è in pericolo di vita. Ma secondo i primi accertamenti ha riportato la frattura del bacino e a una costola. Per lui, purtroppo, stagione finita.
Da Bergamo a Como il Lombardia misura 231 km, movimentati da Colle Gallo, Colle Brianza, Ghisallo, Muro di Sormano, Civiglio e San Fermo della Battaglia. La prima fuga è giovane sia per chilometraggio che per età media dei protagonisti. Si avvantaggiano undici uomini, tra cui quattro italiani: Gabburo, Savini, Pasqualon e Frapporti. Vengono ripresi sul Ghisallo, quando la Deuceunick-QuickStep di Evenepoel si incarica dell'andatura.
Come previsto, sul terribile Muro di Sormano (7,2 km all'8,4% con punte che superano il 15%) si scatena la bagarre degli scatti. Restano in 7 al comando. Tre sono della Trek-Segafredo (Nibali, Ciccone e Mollema), due dell'Astana (Vlasov e Fuglsang), senza compagni di squadra George Bennet e l'attesissimo Evenepoel.
Nella ripida discesa, molto insidiosa, si sfiora la tragedia. Remco Evenepoel non vede un muretto che sporge pericolosamente, va a sbattere e si catapulta da un ponte. L'immagine mette i brividi. E' una tremenda caduta nel vuoto. Non si sa da quale altezza. Si spera che gli alberi abbiano attutito il volo nel dirupo. I soccorsi sono immediati, anche se la zona è impervia per medici e infermieri della Croce Rossa. Evenepeol viene recuperato dopo 15 minuti. Immobilizzato in barella, viene trasportato in ambulanza all'ospedale "Sant'Anna" di Como. Non ha perso conoscenza. In serata arriva la diagnosi: frattura del bacino e a una costola. Stagione finita.
La corsa prosegue, con il gruppetto dei sei fuggitivi vanamente inseguito da Van der Poel, Ulissi, Schachmann e pochi altri che sembrano già fuori causa. Sulla salita del Civiglio (4.1 km al 10%), Nibali fa il gregario per Mollema e Ciccone, ma Fuglsang e George Bennet scattano e mettono in difficoltà il trio della Trek-Segafredo. Vlasov riesce a recuperare, Nibali esaurisce l'azione, l'accoppiata Ciccone-Mollema accusa una ventina di secondi. Ed è questo il distacco anche quando inizia l'ultima salita, il San Fermo della Battaglia (2.9 km al 6,7%). Qui perde subito contatto Vlasov e poi Bennet accusa la stoccata di Fuglsang che si invola dano subito l'impressione di aver regolato i conti.
Il danese Jakob Fuglsang si isola e va a vincere da dominatore. La sua ultima vittoria se l'era goduta sei mesi fa, alla Vuelta Andalusia.






