Reazione tardiva dell'italiano. Nibali al servizio di Ciccone solo 9°
Gran Piemonte per un grande George Bennet, che vince con una stoccata decisa e decisiva assestata negli ultimi chilometri, mentre gli ultimi metri non bastano a Diego Ulissi per recuperare. Nei primi 10, figura anche Giulio Ciccone, per il quale ha lavorato da gregario addirittura Vincenzo Nibali.
Da Santo Stefano Belbo a Barolo, 187 chilometri molto ondulati e impegnativi, vivacizzati dalla fuga tentata da lontanissimo da un quartetto ben assortito: il tedesco Walsblen, il danese Honore, lo statunitense Rosskopf e l'australiano Scotson (quest'ultimo perde contatto a -50 km).
La rincorsa del gruppo vede in prima fila Ineos, Trek e Astana (superlativo Boaro). Poi sull'ultima salita va a comandare la Jumbo-Visma per George Bennet, che infatti approfitta di un allungo di Nibali pro-Ciccone per rispondere allo scatto e insistere nella fuga solitaria. La sua azione fa malissimo a tutti, meno due: al neozelandese resistono solo l'italiano Gianni Moscon e l'olandese Mathieu Van der Poel. Si accodano l'italiano De Marchi, il britannico Stannard, l'ungherese Valter, lo spagnolo Ion Izaguirre e poi altri tra cui Diego Ulissi.
Si arriva all'ultimo chilometro (salita con pendenza 6%) con George Bennet che diventa imprendibile, anche se proprio negli ultimi metri va in difficoltà e viene quasi agguantato da Diego Ulissi. La rimonta di quest'ultimo è entusiasmante ma sfuma per pochi centimetri. E diventa quasi una beffa, per Diego. Che magari si rifarà al Giro di Lombardia nel giorno di Ferragosto.






