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Giro d'Italia 2027, svelato il percorso!
Ciclismo

Giro d'Italia 2027, svelato il percorso!

Presenti Mortirolo, Gavia e Zoncolan. Partenza da Trieste e arrivo a Roma

Giro d'Italia 2027, svelato il percorso!
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Redazione
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La corsa rosa 2027 ha il suo volto, ed è quello di un paradiso per scalatori. Alla presentazione di Roma, RCS Sport ha svelato il tracciato della 110ª edizione del Giro d'Italia: 21 tappe, 3.418 km e 50.250 metri di dislivello da Trieste, vicino al confine sloveno, fino alla Capitale. I tre piatti forti sono già nella leggenda: il Passo del Mortirolo (due volte), il Passo Gavia e il Monte Zoncolan.


Dopo due anni di partenze all'estero, la Grande Partenza torna in Italia: si comincia sabato 8 maggio da Trieste, con un'incursione in Slovenia già alla seconda tappa. Ci saranno due giorni di riposo e il gran finale è fissato a domenica 30 maggio. Il disegno è chiaro: la corsa si deciderà tutta nell'ultima settimana, con un percorso concentrato soprattutto nel Nord Italia.

Ci sono sette arrivi in salita, tra Appennini e Alpi, e due prove contro il tempo: una cronoscalata di 19,6 km verso Campo di Giove e una cronometro piatta di 37,3 km tra l'autodromo di Monza e Milano. A dieci anni dal primo Grande Giro di Tom Dumoulin, il percorso apre la porta a un cronoman, anche se le montagne finali premieranno solo i corridori davvero completi per la maglia rosa.


Sul fronte dei nomi, RCS spera in Remco Evenepoel come stella di punta. Il campione in carica Jonas Vingegaard non dovrebbe tornare, mentre Tadej Pogačar, vincitore nel 2024, sembra orientato verso Tour de France e Vuelta a España. Primož Roglič, vincitore nel 2023, non ha ancora firmato per una nuova squadra per il 2027. Anche l'incastro tra Giro e Tour potrebbe non convenire alla squadra di Evenepoel, quindi la start list è ancora tutta da scrivere.


Non solo classifica generale: per i velocisti puri ci saranno tra le sei e le otto occasioni, ma molte tappe hanno strappi o salite nel finale che favoriranno attaccanti e cacciatori di fughe. È il primo Giro disegnato dopo il ritiro del direttore di gara Mauro Vegni, ma il risultato resta un classico: un po' di tutto per tutti.


Prima settimana: puncheur in vetrina e primi scossoni

La tappa 1 a Trieste (172 km) assegnerà la prima maglia rosa con tre brevi salite negli ultimi 30 km: terreno per puncheur e velocisti resistenti, mentre i big della generale cercheranno soprattutto di non perdere tempo. La tappa 2, da Lubiana a Capodistria (166 km), si corre interamente in Slovenia con un profilo ondulato. La tappa 3 verso Possagno (163 km) ha un finale in leggera ascesa, ancora adatto ai puncheur.

Dopo il trasferimento, la tappa 4 (Argenta-Misano Adriatico, 151 km) finisce all'autodromo Marco Simoncelli ed è la prima occasione garantita per i velocisti. La tappa 5 porta al primo arrivo in salita, Sarnano-Sassotetto (13,1 km al 7,4%): per gli organizzatori vale tre stelle di difficoltà, più un banco di prova che una tappa decisiva.

La tappa 6, verso Lanciano (148 km), con strade mosse e finale insidioso, può sorridere alla fuga. Il giorno dopo arriva il primo vero spartiacque: la tappa 7 è la cronoscalata Sulmona-Campo di Giove (19,6 km, con una salita di 12,5 km). È la prima cronoscalata del Giro dal 2023, ma con una pendenza media del 4,4% è molto meno feroce di quella vinta da Roglič.

La tappa 8 (Trasacco-Napoli, 219 km) torna nel capoluogo campano e, con diversi strappi negli ultimi 30 km, sembra più per puncheur che per velocisti. La prima settimana si chiude con la tappa 9 (Itri-Subiaco/Monte Livata, 180 km), quasi 3.000 metri di dislivello e arrivo a Monte Livata (13,9 km al 6,9%), con le pendenze più dure concentrate nei primi 4 km. La salita è inedita al Giro, ma è stata percorsa nel Giro U23 dell'anno scorso, con il successo in solitaria di Lorenzo Finn.


Seconda settimana: la crono di Monza prepara il finale

Dopo il primo riposo, le tappe 10 e 11 offrono chance alle fughe: la prima ha due salite negli ultimi 30 km e una lunga discesa verso Norcia, la seconda sembra da velocisti, ma una breve salita a 28 km dall'arrivo a Scarperia (autodromo del Mugello) può cambiare le carte.

La tappa 12 riporta la generale in primo piano con l'arrivo a Passo due Santi (8,7 km all'8,3%, con gli ultimi 2,4 km oltre l'11%). La tappa 13 verso Reggio Emilia è quasi certamente per i velocisti. Poi, la tappa 14 è la più dura finora: quasi 5.000 metri di dislivello fino a Piani di Bobbio/Valtorta, con quattro salite più brevi e una scalata finale di 10,1 km al 9%. Chi non avrà già un vantaggio solido, qui avrà una delle migliori occasioni per prendere il controllo.

La seconda settimana si chiude con la tappa 15, la cronometro piatta da Monza a Milano (37,3 km). Se Evenepoel non ci sarà, può diventare terreno per specialisti come Filippo Ganna, mentre gli uomini di classifica dovranno aver recuperato dalla fatica del giorno prima.


Terza settimana: Mortirolo, Gavia e Zoncolan decidono la rosa

Come da tradizione, il Giro concentra il meglio nell'ultima settimana, senza una ripartenza morbida dopo il secondo riposo. Martedì 25 maggio va in scena la tappa regina, la 16, da Sondrio ad Aprica: 192 km, 5.700 metri di dislivello e una sequenza da brividi. Prima il Mortirolo (12,8 km al 10,1%), poi il ritorno al Gavia (16,5 km all'8% medio, fino a 2.600 metri di quota), che manca dal 2014, quindi un secondo passaggio sul Mortirolo e la salita finale verso Aprica. Può essere una delle tappe più dure dell'intera stagione, capace di ribaltare la corsa.

Se i velocisti sono sopravvissuti fin qui, la tappa 17 verso Vo' potrebbe regalare loro un'occasione, ma due colline negli ultimi 20 km rendono più probabile la fuga. La tappa 18, con 4.450 metri di dislivello e arrivo a Madonna di Campiglio, è un altro arrivo in salita: l'ultima ascesa è più dolce (5,7% medio) e potrebbe favorire una fuga mentre i big pensano allo Zoncolan. La tappa 19 verso Sacile sembra da velocisti, ma le salite iniziali dopo Rovereto lasciano spazio a una fuga forte.

Il verdetto arriva con la tappa 20, Pordenone-Monte Zoncolan (180 km): 10,1 km all'11,9% medio e 3.600 metri di dislivello concentrati nella parte finale. L'ultima volta che il Giro l'ha affrontato, nel 2021, l'arrivo fu avvolto da nebbia e freddo con il successo di Lorenzo Fortunato. Ora qualcuno potrà unirsi a lui, a Chris Froome e a Michael Rogers nell'albo d'oro. Chi sarà in rosa sulla vetta sarà quasi certamente il vincitore: la tappa 21 a Roma (131 km) è il consueto circuito per velocisti.

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.