Protagonisti attesi, qualche delusione e eroi a sorpresa
La prima settimana del Giro è andata e, approfittando del giorno di riposo, possiamo tirare le prime somme e formulare qualche giudizio. Come? Con le nostre classiche pagelle.
Joao Almeida 9: Per il 10 dovrebbe portare fino a Milano la maglia rosa, impresa che al momento sembra proibitiva. Sa di avere talento e di non essere lì per caso, ha costruito il suo primato con un’ottima cronometro a Palermo e fino a questo momento l’ha difeso in salita. Potrebbe fare lo stesso da qui a fine Giro. Rivelazione
Vincenzo Nibali 7,5: Lo squalo corre con la maturità di sempre, in sella e di fronte ai microfoni. Ha corso la prima settimana in totale controllo, ma ha avuto una piccola défaillance sull’arrivo di Roccaraso. Non ancora al top, ma sul pezzo. Esperienza
Jakob Fuglsang 8: Ha perso terreno a cronometro, ma in salita ha dato ottime risposte e anche davanti ai microfoni non si è fatto pregare. Forse proprio le prove contro il tempo possono essere il suo tallone d’Achille, ma la condizione c’è. Pimpante
Wilco Kelderman 8,5: L’olandese è partito in sordina, ma adesso è l’avversario più pericoloso per tutti. A cronometro è forse il migliore tra i big e in salita, al momento, sembra andare più forte di tutti. Concreto
Steven Kruijswijk 6,5: Tra i big della classifica generale sembra quello più indietro a livello di condizione e brillantezza. L’olandese però ha esperienza e grande abilità nelle cronometro, cose che potrebbero dargli nuova verve nelle prossime due settimane. Diesel
Filippo Ganna 8: Che fosse un prodigio a cronometro lo sapevamo, ma che potesse andar forte anche in salita no. Due tappe vinte nella prima settimana e la maglia azzurra indossata fino a Roccaraso sono il giusto premio per un ragazzo dal grande potenziale. Cavallo di razza
Arnaud Démare 9: Le volate sono un suo monopolio. Vince sempre, una volta anche usando un po’ di furbizia, ma è il velocista più forte di questo Giro d’Italia. Missile
Diego Ulissi 7: La fama di eterno piazzato cominciava a non andargli giù e dopo le vittorie in Lussemburgo si è presentato al Giro carico a molla. Diego ha messo nel mirino la tappa di Agrigento e ha sparato: centro pieno e vittoria strepitosa per il corridore della UAE che può ancora togliersi delle soddisfazioni. Ritrovato
Alex Dowsett 8: La sue lacrime dopo la vittoria sono una delle immagini più belle di questo Giro. Lì si scorge l’emozione pura di un atleta che spesso lavora per gli altri e che sa aspettare la propria occasione per cercare la gloria personale. Vittoria storica, la sua, perché è la prima della Israel in una corsa World Tour. Cuore d’oro
Jonathan Caicedo 8: Da buono scalatore vince sull’arrivo in salita più insidioso di questa prima settimana. Va in fuga, conquista l’Etna e sfiora la maglia rosa, se non è un sogno poco ci manca. Coraggioso
Rubén Guerreiro 8,5: Il portoghese dimostra di essere uno degli uomini più in forma in gruppo. Vince la durissima tappa di Roccaraso sotto una pioggia incessante e conquista anche la maglia blu che a questo punto ha buone chance di difendere. Scaltro e pronto, al momento giusto, a piazzare l’acuto vincente. Eroico
Peter Sagan 6,5: Ci prova in tutti i modi e sfiora anche la vittoria, senza però coglierla. Riuscirà a riscattarsi da qui a fine Giro? Difficile dirlo, ma con un Démare così, Peter dovrà inventarsi qualcosa di speciale per arrivare al successo. Volenteroso
Elia Viviani 5: Probabilmente paga l’anomalia della stagione e una preparazione stravolta (rivolta in origine anche verso le Olimpiadi), ma lo sprinter azzurro non riesce a essere brillante. Con la sua classe può e deve fare decisamente meglio. Momento no
Fernando Gaviria 5: Ce lo aspettavamo più in palla, siamo sinceri. Il colombiano non è mai riuscito a impensierire i migliori allo sprint e ha dimostrato un preoccupante ritardo di condizione. La stagione non è stata semplice per lui e questa è un’attenuante che dobbiamo concedergli, ma nelle prossime due settimane speriamo di vederlo battagliare con Démare per accendere lo spettacolo degli sprint. Sfiduciato






