Il Giro d'Italia 2027 convince Vincenzo Nibali. Il due volte vincitore della corsa rosa (2013 e 2016) ha promosso a pieni voti il percorso presentato martedì, un disegno ricco di salite e con una cronometro in salita, pensato da RCS per attirare i migliori uomini da classifica del gruppo. Secondo lo Squalo, è un tracciato dove Tadej Pogačar sarebbe "il chiaro favorito", ma dove anche Paul Seixas può giocarsi la maglia rosa.
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Nibali ha elogiato il tracciato e i piccoli ritocchi introdotti per il 2027: "È un Giro moderno, che continua a innovare senza perdere il legame con la tradizione". E ancora: "Ne ho parlato con il nuovo direttore di corsa Luca Guercilena: forse non c'è più il tris di tappe orribili, ma le difficoltà sono distribuite in modo più equilibrato, e questo è sicuramente un bene".
Molto dipenderà, naturalmente, da chi deciderà di presentarsi al via, un tema su cui per ora ci sono pochissime certezze. Nibali, però, è convinto che il percorso sia perfetto per i più grandi campioni del momento. "Pogačar, se venisse, sarebbe il grande favorito. Penso che il percorso sia molto adatto anche a [Jonas] Vingegaard. Sarebbe una bella sfida anche per [Remco] Evenepoel".
Il capitolo più interessante, soprattutto per chi gioca al fantaciclismo, riguarda però Seixas. "Dopo il quarto posto al Tour al debutto, farebbe bene a partecipare", ha spiegato Nibali. "L'ho visto dal vivo al Giro di Lombardia e mi ha impressionato: credo sia pronto per lottare per la vittoria. Sale molto forte e a cronometro non è affatto male, anzi... Ho letto che è interessato a venire, e non è un caso".
Sulla carta, però, vedere Pogačar, Vingegaard ed Evenepoel tutti insieme al via sembra improbabile. Il capo della Red Bull-Bora-Hansgrohe, Ralph Denk, si è già detto contrario all'idea della doppietta Giro-Tour per Evenepoel, mentre Pogačar, se dovesse affrontare un secondo grande giro nel 2027, sembra più orientato verso la Vuelta. Vingegaard, da campione in carica, potrebbe invece tornare a caccia di un'altra maglia rosa, e non mancano le ragioni per cui Seixas potrebbe sorprendentemente scegliere il Giro anziché il Tour.
Il Giro può contare anche su una nutrita pattuglia di talenti di casa, in una corsa che nessun italiano vince dai tempi di Nibali, dieci anni fa. "[Giulio] Pellizzari, [Davide] Piganzoli, [Giulio] Ciccone: in un Giro così avranno tanto spazio per esprimersi", ha detto lo Squalo. "Pellizzari ha tutto il tempo per correggere qualche lacuna, Piganzoli sta crescendo in fretta e Ciccone troverà nuovi stimoli dal cambio di squadra. Devono crederci".
Quanto alle tappe decisive, le più mostruose, la 16 e la 20, sono ovviamente in cima alla lista di Nibali, che però prevede una corsa aperta fino all'ultimo, proprio grazie al disegno equilibrato del tracciato. "La tappa della Valtellina [16] è brutale: ci sono 5.700 metri di dislivello, già solo pensare di scalarla è difficile", ha raccontato. "Ed è storica, perché il Passo Gavia in mezzo a un doppio Mortirolo, dal lato più duro, non si era mai visto. Una giornata brutale e potenzialmente decisiva".
E ancora: "Prima dello Zoncolan, poi, non sottovaluterei la salita di Madonna di Campiglio [nella tappa 18]. Insomma, nell'ultima settimana non si può sbagliare niente. E con lo Zoncolan al penultimo giorno la corsa potrebbe restare aperta fino alla fine. Magari qualcuno potrebbe correre in modo un po' 'conservativo', relativamente parlando, per poi dare tutto sullo Zoncolan".