Una giornata di fuoco al Tour de France 2026, e non solo in senso metaforico. Con le temperature che hanno sfiorato i 40°C a Carcassonne, Tadej Pogačar ha dovuto fare i conti con qualcosa di più insidioso delle gambe degli avversari: il caldo opprimente. Il campione sloveno della UAE Team Emirates-XRG ha scelto di lasciar andare la maglia gialla alla fuga nella quarta tappa, arrivando a Foix senza strafare e cedendo il simbolo del primato a Torstein Træen (Uno-X Mobility). Ora Pogačar si trova quarto in classifica generale, a 7 minuti e 53 secondi dal nuovo leader norvegese.
A fine tappa, mentre pedalava sul rullo per il defaticamento, Pogačar ha confessato senza mezzi termini ai giornalisti presenti, tra cui gli inviati di Cyclingnews: "Quando siamo partiti avevo un mal di testa fortissimo e pensavo che sarebbe stata una giornata lunghissima." Un'ammissione rara per un campione abituato a dominare, ma che racconta meglio di qualsiasi dato la brutalità delle condizioni climatiche in cui si sta disputando questa Grande Boucle.
La gestione della tappa è stata però esemplare dal punto di vista tattico. Sapendo che la Lidl-Trek aveva rappresentanti nella fuga — tre uomini davanti, tra cui Mads Pedersen, poi vincitore di tappa — il team UAE ha deciso consapevolmente di non inseguire. "Trek ha fatto un lavoro straordinario con tre uomini in fuga. Noi abbiamo mantenuto la calma e siamo arrivati al traguardo senza sprecare energie pazzesche", ha spiegato Pogačar. Decisivi i suoi gregari: Nils Politt, Florian Vermeersch e Tim Wellens si sono divisi egregiamente il lavoro, garantendo al capitano rifornimenti continui di acqua e ghiaccio durante tutta la corsa.
Perdere la maglia gialla non è solo una questione sportiva: significa anche liberarsi di circa un'ora e mezza di impegni protocollari tra podio, interviste e obblighi mediatici post-tappa. Un risparmio di energie non trascurabile, specialmente con le temperature africane che continueranno a tormentare il gruppo nei prossimi giorni. "Oggi avrò un'ora e mezza di obblighi in meno, quindi aiuterà sicuramente con il recupero", ha detto Pogačar, aggiungendo di essere comunque abituato alla routine del podio e di avere intorno a sé uno staff preparato per gestire anche quelle situazioni.
Sul futuro della classifica, lo sloveno si è mostrato rispettoso nei confronti di Træen — già protagonista di un'analoga impresa alla Vuelta a España — riconoscendo che il margine accumulato dalla fuga è significativo: "Non si sa mai, loro sono davvero forti e ora il gap è abbastanza grande. Combatteremo, ma penso che possano tenere la maglia gialla a lungo nella loro squadra." Il primo banco di prova sarà la tappa 6, con l'arrivo a Gavarnie-Gèdre dopo il leggendario Col du Tourmalet: forse troppo presto per scalzare Træen, ma sicuramente il momento in cui il vero Tour comincerà a prendere forma.
Spunti per il Fantacycling: Træen, ora in maglia gialla, potrebbe portare punti bonus per qualche giorno ancora, ma difficilmente resisterà all'assalto dei big in montagna.