FantaCycling Logo
NewsShopRegolamentoGareCorridoriFCStats
Prossima Gara
Utsunomiya Japan Cup Road Race18 ott
Scarica App
Pogačar, conti in sospeso con la Vuelta: nel 2027 il ritorno in Spagna è più probabile del Giro
Ciclismo

Pogačar, conti in sospeso con la Vuelta: nel 2027 il ritorno in Spagna è più probabile del Giro

Parla l'agente Alex Carera: «Tadej ha un conto aperto con la corsa spagnola». La decisione definitiva a dicembre, ma intanto il fantaciclismo prende appunti

Pogačar, conti in sospeso con la Vuelta: nel 2027 il ritorno in Spagna è più probabile del Giro
R
Scritto da
Redazione
4 min di lettura
Banner

Il numero uno del ciclismo mondiale ha una questione in sospeso e, a quanto pare, non ha nessuna intenzione di lasciarla lì. Secondo il suo agente Alex Carera, Tadej Pogačar ha «unfinished business» con la Vuelta a España, la corsa che lo scorso agosto ha dovuto abbandonare dopo una caduta ad alta velocità mentre era in testa alla classifica generale, alla tappa 8. Il ritorno in Spagna nel 2027 sembra quindi più probabile che mai.


La caduta ha lasciato il segno: fratture a clavicola e collo, oltre a una commozione cerebrale, e stagione chiusa di colpo. Un finale amaro, che ha impedito allo sloveno di completare la collezione dei tre Grandi Giri vinti in classifica generale. Il Giro lo ha già conquistato nel 2024, il Tour è di casa, e a mancare è proprio la maglia rossa.

Ospite del programma RAI RadioCorsa, Carera non ha usato giri di parole: «Tadej ha chiaramente un conto aperto con la Vuelta, e non gli piace lasciare le cose a metà». Poi la precisazione: la scelta ufficiale sulle corse a tappe del 2027 arriverà solo a dicembre, quando il campione sarà negli Emirati Arabi con la squadra per il ritiro collettivo.

In quell'occasione Pogačar si siederà al tavolo con tutti i direttori sportivi della UAE, con il direttore generale Mauro Gianetti e il direttore tecnico Joxean Matxin Fernandez. «Quello sarà il momento in cui si deciderà a quale corsa parteciperà nel 2027. Se dovessi fare un pronostico, le possibilità di un ritorno alla Vuelta sono più alte di quelle di una partenza al Giro d'Italia», ha spiegato l'agente.

Eppure il cuore del fuoriclasse sloveno potrebbe battere per la corsa rosa. Intervenendo a una conferenza stampa prima di un torneo di golf benefico in Slovenia, Pogačar ha lasciato intendere uno scenario simile: «Il desiderio per il prossimo anno sarebbe ovviamente un Mondiale abbinato a Tour e Vuelta. Anche se preferirei andare al Giro, prima o poi dovrò spuntare la casella della Vuelta. Penso che sarà questo l'obiettivo per l'anno prossimo».

Il Giro d'Italia, intanto, svelerà il suo percorso il 3 novembre, con una Grande Partenza a Trieste che dovrebbe sconfinare in Slovenia. Uno scenario che farebbe gola a Pogačar, ma che secondo Carera non basterà a cambiare le priorità.


Il calendario sarà durissimo. Dopo il Mondiale in Francia, sulle strade dell'Alta Savoia, Pogačar avrà appena cinque giorni per recuperare prima del via della Vuelta il 4 settembre, data spostata in avanti per far posto a un Mondiale anticipato e ribattezzato «super». Con un calendario così sbilanciato verso la seconda parte della stagione, le apparizioni in apertura d'anno sembrano improbabili.

Non è escluso che il campione sloveno faccia però una sorpresa in gennaio: si parla di un ritorno al Tour Down Under, dove non corre dal suo debutto nel WorldTour, sette anni fa. Il direttore di gara Stuart O'Grady ha ammesso di stare «facendo di tutto» per portarlo in Australia. Sarebbe un cambio di rotta rispetto alle ultime stagioni, spesso iniziate a marzo o alla UAE Tour a metà febbraio.

Quali Classiche e Monumento affronterà nel 2027 resta un mistero fino a dicembre, ma Mondiale e Tour de France sembrano praticamente certi. Alla Grande Boucle andrà a caccia del record: il sesto successo in maglia gialla.

Carera ha poi commentato il percorso del Tour 2027, presentato il 22 ottobre a Parigi, da alcuni definito «anti-Pogačar» per le due cronometro da oltre 30 km, che favorirebbero il suo principale rivale dell'ultima stagione, Remco Evenepoel. «Non so se si possa chiamare il Tour anti-Pogačar», ha detto. «Dico solo una cosa: se a ogni corridore intervistato chiedono di Pogačar, se gli organizzatori cambiano i percorsi per rendere le cose interessanti contro Tadej e se gli sponsor continuano a citarlo, significa che per il ciclismo conta enormemente. Se queste cronometro lo metteranno in difficoltà, lo vedremo. Resta lui l'uomo da battere».

Condividi questo articolo

R

Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.