Pogačar svela gli obiettivi 2027: Mondiale, Tour e Vuelta.
Il campione di UAE Team Emirates-XRG parla di recupero, calendario e voglia di rivincita.


Il campione di UAE Team Emirates-XRG parla di recupero, calendario e voglia di rivincita.

Mentre la stagione su strada va in archivio, Tadej Pogačar guarda già avanti e mette nero su bianco i tre grandi traguardi del 2027: il Mondiale, il Tour de France, dove darà la caccia al record della sesta maglia gialla, e la Vuelta a España.
Il numero uno del ciclismo mondiale ha parlato a margine di un evento di golf benefico in Slovenia, dove ha anche messo fine alle speculazioni sulla caduta che ha chiuso la sua annata alla Vuelta. Ricordiamo che nella tappa 8, mentre guidava la corsa, lo sloveno aveva riportato una commozione cerebrale e fratture a clavicola e vertebre. La sua versione è lapidaria: «Era una grossa pietra, tutto il resto sono fake news».
Il recupero è ormai quasi completo. Manca solo il ritorno in gara. Pogačar è tornato ad allenarsi sia sui rulli sia su strada e, con novembre alle porte, il programma è chiaro: ricostruire pian piano la condizione per arrivare al top già dal primo gennaio. Il finale di stagione, intanto, è cambiato completamente in sua assenza, ma tutti si aspettano che il suo dominio torni appena il rientro sarà completato.
Ai microfoni della tv nazionale slovena RTVSlo, all'Arboretum di Volčji Potok, il campione ha spiegato: «La settimana scorsa ho iniziato la nuova stagione e ora è una costruzione lenta in vista del futuro».
Sugli obiettivi non ha dubbi: «Il desiderio per l'anno prossimo sarebbe ovviamente il Mondiale, abbinato al Tour e alla Vuelta. Se quest'anno la Vuelta non è andata come doveva... anche se preferirei andare al Giro, prima o poi dovrò spuntare la casella Vuelta. Penso che sarà l'obiettivo per il prossimo anno».
Pogačar sperava di rientrare prima, nonostante la squadra avesse dichiarato chiusa la sua stagione già nei giorni successivi alla caduta, e aveva nel mirino i Campionati Europei in Slovenia. I rischi, però, sono stati giudicati troppo alti. «L'infortunio era piuttosto serio. Ci ho messo parecchio per tornare in bici. Cinque settimane. Quando la spalla è guarita e non ho più avuto conseguenze o giramenti di testa, mi sono dato una scossa, e eravamo anche in vacanza», ha raccontato.
«Ho cominciato ad allenarmi sui rulli e a fare fisioterapia pensando di poter andare agli Europei, e questo mi ha dato una motivazione extra per la riabilitazione. Ma poco più di due settimane prima della gara è arrivato il momento di capire che non aveva senso correre. Se fossi caduto ancora, le conseguenze avrebbero potuto essere davvero gravi e non valeva il rischio. Adesso mi alleno con regolarità da una settimana, un mese prima rispetto agli anni passati».
Si parla anche di un possibile ritorno al Tour Down Under in Australia, dove debuttò nel WorldTour con UAE nel 2019 chiudendo 13º in classifica generale. Per le conferme, però, bisognerà aspettare dicembre.
Per ora Pogačar chiude il 2026 ancora da corridore numero uno del ranking, nonostante abbia saltato Mondiale, Europei e Il Lombardia. Ha vinto quattro delle cinque classiche in linea a cui ha preso parte: Strade Bianche, Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre e Liegi-Bastogne-Liegi, lasciando soltanto la Parigi-Roubaix a Wout van Aert. In più ha conquistato le classifiche generali di Romandia, Svizzera e Tour de France, prima di fermarsi alla Vuelta.
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

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