Durissima selezione in salita, si salvano Pinot e Quintana
Primoz Roglic batte Egan Bernal, la Jumbo-Visma domina sulla Ineos. Questo, in sintesi, il verdetto della 2a tappa del Giro del Delfinato. Sul podio finiscono il francese Pinot e il tedesco Buchmann, che sfilano davanti a Martin, Quintana, Lopez, Martinez, Landa e appunto Porte (10°). Molto più staccati tutti gli altri. La maglia di leader passa da Van Aert ovviamente a Roglic
2a tappa breve ma davvero impegnativa: 135 km da Vienne a Col de Porte (16,6 km al 6,6%). Importante. Gran test in prospettiva Tour de France
Sergio Higuita cade e se ne porta addosso altri cinque. Così lo scalatore colombiano resta acciaccato e staccato a -20 km, perdendo l'occasione per un arrivo adatto alle sue caratteristiche. Va anche peggio a Dan Martin e Luis Leon Sanchez, che riportano più danni e più distacco.
Quando comincia l'ascesa finale, il Col de Porte il francese Bruno Armirail e lo svizzero Michael Schar hanno appena un minuto di vantaggio (che si esaurisce in breve) sul gruppo tirato personalmente dalla maglia gialla di Wout Van Aert, che termina il lavoro da gregario di Roglic proprio all'inizio dell'ultima salita.
Lungo i tornanti dei 10 km conclusivi perdono contatto Jungels, Van Garderen, Rosa, Lutsenko, Hagen, Formolo, Masnada. Tira il treno della Ineos, addirittura con sei uomini al comando, tra cui Froome che esibisce una ritrovata tonicità.
Crolla invece Alaphilippe a -6 km dal traguardo: il "moschettiere" non è quello di un anno fa. Il treno della Ineos continua a lasciare per strada altri pezzi grossi: De la Cruz, Kangert, Madouas, Roche, Barguil, Valverde, Adam Yates. In testa soffre e si sfila anche Froome, vittima del ritmo infernale della sua stessa squadra.
A -3 km perdono contatto Pozzovivo, Uran, Kruijswijk, Dumoulin. Poi a - 2 km saltano anche Bardet e Pogacar. Restano in undici al comando, con il giovane statunitense Kuss che detta l'andatura e la strategia della Jumbo-Visma. Tutto previsto per lo scatto decisivo di Primoz Roglic che va a vincere facile schiantando Egan Bernal in un confronto diretto che lascia il segno.






