Alaphilippe declassato al quinto posto
E’ Primoz Roglic a conquistare l’edizione 2020 della Doyenne, la più antica delle classiche,
secondo ed ultimo appuntamento nelle Ardenne dopo la cancellazione dell’Amstel Gold Race,
battendo in una volata piena di sorprese il campione del mondo Alaphilipphe.
Al decimo dei 257 km totali in programma, con pioggia e vento che la fanno da padroni, come lo
scorso anno, parte la fuga di giornata, composta da ben 9 corridori: Elosegui (MOV), Goossens
(LTS), Molly e Paasschens (WVA), Goldstein (ISN), Schar (CCC), Ferron e Ourselin (TDE) e
Mader (NTT), che raggiunge un vantaggio massimo intorno ai 6 minuti sul gruppo, controllato da
Deceuninck-Quick Step, Jumbo-visma e Team Ineos. Sotto la spinta di queste squadre il
vantaggio inizia progressivamente a calare, mentre le condizioni meteorologiche migliorano. Da
segnalare, a circa 100 km dall’arrivo, una brutta caduta in seguito alla quale si ritirano Van
Avermaet e Adam Yates. Nella discesa della Cote de Wanne, un’altra caduta, che vede coinvolti
diversi corridori tra cui il campione del mondo Alaphilipphe, perseguitato da questo momento da
una lunga serie di problemi meccanici, costringe purtroppo al ritiro immediato il siciliano Caruso e
il danese Valgren.
Davanti la fuga si sgretola sulle pendenze della temibile Côte de Stockeu e in testa rimane il solo
Schar, mentre in gruppo è la Trek-Segafredo a prendere il comando delle operazioni. Sulla celebre
Côte de La Redoute il gruppo cambia ritmo e torna compatto, con i migliori tutti davanti.
Sulla penultima ascesa, la Côte des Forges, si muovono L.L.Sanchez, Rui Costa e Alaphilipphe,
ma vengono subito ripresi. Ormai si attende l’ascesa finale della Côte de la Roche aux Faucons
(1,3 km al 10,6%), e il successivo falsopiano dello Sprimont, che furono decisivi anche nel 2019.
E’ Dumoulin a fare l’andatura che mette in riga tutti e provoca diverse “vittime”, fino allo scatto
secco del campione del mondo. Si riportano sotto Hirschi, Roglic, Pogacar e Kwiatkowski.
Dietro un gruppetto di inseguitori che comprende tra gli altri Van der Poel, Porte e Woods, che per
poco aveva perso le ruote dei migliori allo scollinamento. Una serie di scatti sul falsopiano,prima da
parte di Hirschi e poi di Roglic, mettono fuori gioco il polacco della Ineos. Rimangono in 4 a
giocarsi la vittoria a 10 km dal termine.
Nell’ultimo km i quattro si controllano troppo e permettono il rientro da dietro di Mohoric. Parte la
volata, Alaphilipphe, anche grazie ad una manovra al limite, sembra aver vinto, ma alza le braccia
al cielo troppo presto e viene superato al fotofinish da Primoz Roglic. Incredibile! Lo sloveno si
rifà della delusione francese e conquista la sua prima monumento. 3° posto per Marc Hirschi. Alaphilippe viene poi declassato al quinto posto.
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