Carapaz attacca nel finale, ma non basta. Tappa al francese Gaudu
Penultima tappa della Vuelta entusiasmante, con il successo del francese Gaudu, la Vuelta conquistata da Roglic e l’impresa sfiorata da parte di Carapaz. Il francese della Groupama FDJ trionfa sull’Alto de la Covatilla, mentre l’ecuadoriano del Team Ineos nel finale attacca Roglic, lo stacca, ma non riesce a guadagnare abbastanza per conquistare la Vuelta.
Una corsa si che si accende subito, con una fuga composta addirittura da 34 corridori. Tra loro c’è il leader della classifica scalatori Guillaume Martin (Cofidis), insieme al compagno di squadra José Herrada, David Gaudu (Cofidis), Ion Izagirre e Omar Fraile (Astana) e quattro uomini della UAE Team Emirates, tra cui ci sono Rui Costa e David De La Cruz (decimo in classifica generale a 9’29’’ da Roglic).
A 80 km dal traguardo il folto gruppo di attaccanti ha circa 3’ 15’’ di vantaggio sulla maglia rossa e De La Cruz potrebbe virtualmente portarsi al sesto posto in classifica (con Wout Poels, sesto, che ha 6’21’’ di ritardo dal leader).
Sulla penultima salita di giornata, l’Alto de la Garganta, nel gruppo maglia rossa tenta l’allungo Marc Soler, dopo che la Movistar aveva attuato un forcing intenso. Il vantaggio dei fuggitivi è infatti soltanto di 1’30’’ e Soler, anche grazie all’aiuto del compagno di squadra Erviti (presente nella fuga di giornata) si riporta sulla testa della corsa.
A 16 km dalla conclusione, nel gruppo di testa allungano Gino Mader (NTT), Ion Izagirre (Astana) e Mark Donovan (Sunweb); i tre guadagnano subito 15’’ sui compagni di fuga, mentre il gruppo ha alzato il piede dall’acceleratore e adesso ha un distacco di 2’30’’.
Tra i contrattaccanti il duo francese composto da David Gaudu (Groupama FDJ) e Guillaume Martin tenta la rincorsa sui tre di testa, salutando gli altri compagni di fuga, compreso Soler, che dopo una bella azione non ha le gambe per restare con i migliori sull’Alto de la Covatilla.
Ai 5 km dalla conclusione Izagirre allunga e stacca Mader, ma nel frattempo, da dietro, rientra Gaudu che raggiunge prima lo svizzero della NTT e poi supera di slancio anche il corridore del Team Astana.
È l’azione decisiva, perché il francese arriva da solo al traguardo, ma l’attenzione si sposta tra i big: a due chilometri e mezzo dalla conclusione Carapaz attacca con una vera e propria rasoiata. Roglic non riesce a tenere il ritmo e sembra andare in difficoltà. L’ecuadoriano guadagna poco meno di 30’’, ma lo sloveno riesce a resistere e a conquistare la Vuelta per il secondo anno di fila.
Roglic scaccia i fantasmi del Tour, ma ancora una volta trema. Carapaz ci mette il cuore, ma non basta.






