Scatta il Bretagne Classic, ma il pensiero è già al Tour

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24
Aug
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Il giorno dopo ci sarà l'Europeo, tra cinque giorni la Grande Boucle

Vigilia di Bretagne Classic, un assaggio di nord, seppur quello francese rinfrescato dalle correnti dell'Oceano Atlantico. Una classica adatta alle ruote veloci, ma anche a chi ha voglia di osare e resistere. Una prova che in questo 2020 particolare consente agli uomini del nord di fare le prove generali per gli appuntamenti più importanti. Lo scorso anno vinse Sep Vanmarcke, nel 2018 Oliver Naesen (che però stavolta non ci sarà); un affare per belgi potremmo pensare, e invece no, perché nel 2017 trionfò Elia Viviani e nel 2013 Filippo Pozzato. Scorrendo nell'albo d'oro troviamo anche la vittoria di Vincenzo Nibali nel 2006 e quella di Michele Bartoli nel 2000. Una corsa che sa attrarre delle griffe prestigiose, quindi, ma che quest'anno resta a metà strada tra l'appuntamento più atteso, quello del Tour, e vedrà una strana replica il giorno successivo, con il campionato Europeo sempre sulle strade di Plouay. Alcuni big sceglieranno tra uno e l'altro, come Van Avermaet, ad esempio, che sarà all'Europeo e non al Bretagne Classic, ma molti avranno già la testa al Tour. Inevtabile che sia così, soprattutto in una stagione compressa in cui anche un lieve infortunio può far la differenza tra l'esserci o meno, tra il dentro e il fuori. Ciò che è capitato a Tim Wellens, ad esempio, che per un infortunio in allenamento salterà la Grande Boucle, oppure a Steven Kruijswijk, che per la caduta al Giro del Delfinato è a rischio Tour. Lo stesso ragionamento che ha portato Roglic e Bernal a ritirarsi proprio dal Delfinato per presentarsi nelle condizioni migliori possibili al via di Nizza. Perché è inutile nasconderlo, ci sarà pure il Bretagne Classic, ma tutti quanti, anche i nostri fantamanager, stanno già pensando al Tour e alla maglia gialla.