Seixas durissimo: «È vergognoso, ho deluso i miei compagni»
Paul Seixas si assume tutte le responsabilità dopo i crampi e il 15° posto al Mondiale di Montréal: «Errore da principiante, i miei compagni meritavano di più»


Paul Seixas si assume tutte le responsabilità dopo i crampi e il 15° posto al Mondiale di Montréal: «Errore da principiante, i miei compagni meritavano di più»

Paul Seixas non cerca attenuanti dopo il 15° posto al Mondiale di Montréal. Il francese, fermato dai crampi nell’ultimo giro, si assume tutte le responsabilità: «È un errore da principiante, i miei compagni meritavano un capitano migliore».
Paul Seixas esce dal Mondiale di Montréal con tanta delusione e parole durissime nei confronti di sé stesso.
Il talento francese, che ha compiuto 20 anni soltanto venerdì, ha chiuso la prova in linea iridata al 15° posto dopo essere rimasto con i migliori fino alle fasi decisive della corsa. A tradirlo nell’ultimo giro sono stati però i crampi, arrivati proprio quando la Francia sperava ancora di poter giocarsi un risultato importante.
Seixas non ha cercato scuse.
«È una delusione enorme», ha raccontato al termine della gara. «I miei compagni hanno dato tutto per permettermi di ottenere il miglior risultato possibile e alla fine è stato un fallimento. Stava andando tutto benissimo, avevo sensazioni incredibili nelle gambe e, sinceramente, non ho nemmeno voglia di parlarne».
La Francia aveva interpretato la gara in maniera estremamente aggressiva.
Bruno Armirail aveva imposto un ritmo molto elevato nei primi quattro giri del circuito finale, contribuendo a ridurre progressivamente il gruppo e a rendere il Mondiale particolarmente selettivo.
Seixas era sempre rimasto nelle posizioni di testa e sembrava avere le gambe per giocarsi qualcosa di importante.
Quando il gruppo con Mathieu van der Poel è stato ripreso a tre giri dalla fine, il francese era ancora pienamente in corsa per la maglia iridata. Poi l’attacco decisivo di Brandon McNulty e, soprattutto, i crampi nell’ultimo giro hanno fatto saltare definitivamente i suoi piani.
Nel dopo gara, Seixas è stato spietato nella propria analisi.
«Quello che ho fatto oggi è vergognoso, avere i crampi in quel modo», ha detto.
Poi ha rincarato la dose:
«È un errore da principiante. Non avevo mai avuto crampi in bicicletta in tutta la mia vita. Sono deluso da me stesso, ma me lo merito».
Parole pesanti, soprattutto per un corridore di appena 20 anni.
A pesare maggiormente sulla delusione di Seixas è soprattutto il lavoro fatto dalla squadra francese.
Il giovane transalpino ha sottolineato più volte quanto i suoi compagni avessero sacrificato la propria corsa per metterlo nelle migliori condizioni possibili.
«I miei compagni hanno fatto un lavoro incredibile», ha spiegato.
E poi una frase ancora più dura:
«Meritavano qualcosa di meglio di un capitano come me».
Seixas ha provato anche a cercare una possibile spiegazione ai crampi.
«Deve essere stato un problema di idratazione, non lo so», ha ammesso. «Sinceramente non ho davvero voglia di parlarne».
Il francese ha concluso la gara a 2’45” da Brandon McNulty, nuovo campione del mondo dopo un attacco solitario di 33 chilometri.
Quando i crampi hanno iniziato a farsi sentire, Seixas ha comunque provato a resistere pensando soprattutto al lavoro della squadra.
«Quando ho iniziato ad avere i crampi ho capito che sarebbe stata dura», ha raccontato.
«Ma ho pensato ai miei compagni, a tutto quello che avevano fatto per me, e ho cercato di resistere con tutte le mie forze».
Lo sforzo, però, non è bastato.
«È davvero un peccato aver lottato così tanto per poi finire in questo modo. È colpa mia e sono estremamente deluso da quello che ho fatto».
Seixas non prova nemmeno a consolarsi pensando di essere rimasto vicino ai migliori fino al finale.
«Si potrebbe dire che non sono andato lontano, ma oggi in realtà mi è mancato tanto. In questo momento è difficile trovare qualcosa di positivo».
E ancora:
«Non è semplice andare avanti dopo una giornata così. Mi servirà un po’ di tempo».
A difendere il giovane capitano è stato il commissario tecnico francese Thomas Voeckler.
«Paul aveva detto che qualsiasi risultato diverso dalla vittoria sarebbe stato un fallimento, quindi lui lo considera così, ma io non gli rimprovero nulla», ha spiegato il CT.
Voeckler ha difeso anche la strategia molto aggressiva adottata dalla Francia nelle prime fasi del circuito.
«Abbiamo fatto quello che dovevamo fare con Bruno», ha detto riferendosi al lavoro di Armirail.
«Non siamo stati eccessivi. Dovevamo rendere la gara dura. Poi è vero che la situazione ci è un po’ sfuggita di mano, perché la corsa è stata di un’intensità folle».
Per Seixas il Mondiale di Montréal resta comunque un appuntamento importante in una stagione straordinaria.
Il francese aveva già conquistato la medaglia di bronzo nella cronometro iridata e nel corso del 2026 aveva ottenuto il quarto posto al Tour de France, oltre alle vittorie alla Freccia Vallone e all’Itzulia Basque Country.
Seixas non prenderà parte ai prossimi Campionati Europei, mentre dovrebbe chiudere la propria stagione il 10 ottobre al Lombardia.
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

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