Sul podio Rolland (2°) e Kragh Andersen (3°), Roglic resta in giallo
Marc Hirschi va a segno con un'azione da campione. Lo svizzero mette l'autografo sulla dodicesima tappa, dopo aver già sfiorato la vittoria in altre occasioni (2a e 9a tappa sul podio). Con l'esibizione di Hirschi che non sconvolge la classifica generale (tutti i big arrivano assieme a 2 minuti), il Tour de France si prepara a una tre giorni di montagne tutte da seguire.
12a tappa da Chauvigny a Sarran, lungo 218 km punteggiati da quattro gpm: Côte de Saint-Martin-Terressus (1,6 km all'8,1%), Côte d'Eybouleuf (3 km al 4,4%), Côte de la Croix du Pey (6 km al 5,1%) e Suc au May (3,7 km al 7,4%).
Prima parte di gara movimentata da una fuga a sei: i tedeschi Politt e Walscheid, gli spagnoli Erviti e Luis Leon Sanchez, il danese Asgreen e il francese Burgaudeau. Al traguardo volante che vale per la classifica a punti, passano loro e poi Sam Bennet mette la ruota davanti a Peter Sagan.
A 125 km dall'arrivo arriva la notizia del ritiro di Ilnur Zakarin (CCC), mentre Mathieu Burgaudeau si impone nel primo e nel secondo gpm. Sul terzo di giornata, invece, la Côte de la Croix du Pey, se ne vanno in sei: addirittura tre uomini della Sunweb (il belga Benoot, lo svizzero Hirschi e il danese KraghAndersen), più il tedesco Schachmann (Bora-hansgrohe), lo spagnolo Soler (Movistar) e il francese Pacher (B&B).
Sull'ultima salita, il Suc au May (3,7 km al 7,4%), splendida azione dello svizzero Marc Hirschi, che stacca tutti i compagni di fuga. Gli restano vicini Schachmann e Soler, mentre dalle retrovie si fa vedere Julien Alaphilippe in compagnia di una decina. Quando Hirschi scollina, mancano 25 km all'arrivo: discesa e saliscendi in ordine sparso. Tutto molto bello e spettacolare, con lo svizzero che vola incurante degli sforzi degli inseguitori, tra i quali si batte come un autentico "moschettiere" (il suo soprannome) proprio Alaphilippe.
Vince da vero campione lo svizzero già campione del mondo Under 23 nel 2018. E viene in mente la profezia del suo manager Cancellara: "Hirschi nel ciclismo è come Mbappe nel calcio: il fenomeno del futuro".
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