TOP e FLOP dopo 9 tappe di Tour de France

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7
Sep
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Rivelazioni e delusioni: il punto nel giorno di riposo

TOP

WOUT VAN AERT Un anno ed un mese fa, il terribile scontro con una transenna nella crono di Pau. Uno squarcio profondo nei muscoli della coscia. Ci si interrogava addirittura sulle sue possibilità di tornare a pedalare. Tornare a vincere sembrava un miraggio. Oggi sembra Re Mida: tutto quello che tocca si trasforma in oro. In questo Tour, due sigilli spettacolari, da fuoriclasse, nei ritagli di tempo dal lavoro di gregario che svolge con umiltà – anche troppa! - per Roglic. Corre in proprio solo due tappe e fa 300 fantapunti. Quanti poteva farne? Quanti potrebbe ancora farne? Speriamo che non lo spremano troppo, è quello che i fantamanager si augurano. Indescrivibile.

PRIMOZ ROGLIC Inizia il Tour tra mille dubbi. Alla prima salita nella quale si fa sul serio, quella di Orcières – Merlette, dove nel 1971 lo spagnolo Ocana rifilò quasi 9 minuti al mitico Merckx, mostra subito chi è il più forte, spazzando via tutte le incertezze. Arriva al giorno di riposo indossando per la prima volta nella sua vita la maglia gialla. Con le doti che ha, e con lo squadrone che si ritrova, sarà difficile strappargliela. In ottica Fantacycling, potrebbe fare la fortuna dei fantamanager che lo hanno acquistato. Macchina da guerra

TADEJ POGACAR Se davvero è venuto al Tour con l’obiettivo di imparare – parole sue – possiamo tranquillamente definirlo uno studente prodigio. Se non avesse perso 1’20’’ nella settima tappa (Millau – Lavaur), per una serie di circostanze sfortunate, teoricamente indosserebbe la maglia gialla. E’ sempre il primo – e spesso l’unico tra i big – ad attaccare e a prendersi dei rischi. Come ha detto lui stesso, questa è la nuova generazione del ciclismo. Ce lo auguriamo. La sua quotazione Fantacycling non è altissima, i punti che sta portando ai fantamanager sono tanti e in prospettiva potrebbero essere tantissimi. Fenomeno.

CEES BOL Non dite che non ve l’avevamo detto. Vi abbiamo consigliato di acquistarlo fino allo sfinimento. Il giovane colosso olandese non ci ha smentiti. Nessuna corsa dalla ripresa (post lockdown). Esordio al Tour, con un podio. Un settimo posto nella terza tappa e battuto solo dal fenomeno Van Aert sul traguardo di Privas. Tanti fantapunti. Rapporto qualità prezzo stratosferico. Se la Sunweb lo ha preferito addirittura a Michael Matthews, un motivo ci sarà. Il bello deve ancora arrivare.

ADAM YATES Parte in sordina, un po’ fuori dai radar, con l’obiettivo dichiarato di vincere una o più tappe. Al termine della quinta tappa (Gap - Privas) si ritrova in maglia gialla e la difende, mostrando un’ottima condizione e cedendola a Roglic, ma senza crollare, alla 9° tappa. Nel frattempo, ha portato parecchi punti ai fantamanager e se saprà mantenere questo stato di forma, ne porterà sicuramente molti altri. Ottimo investimento.

JULIEN ALAPHILIPPHE C’erano molti interrogativi su di lui. Proverà a fare classifica? Cercherà di vincere alcune tappe? O punterà alla maglia a pois? Dopo le prime 9 tappe il bilancio è più che positivo. Una vittoria, due top five in tappe impegnative, tre giorni in maglia gialla, che potevano essere almeno il doppio senza quell’errore della squadra che ha portato alla penalizzazione di 20’’. Tradotto in ottica Fantacycling: tanti punti! Certezza.  

FLOP

THIBAUT PINOT Con qualche dichiarazione della vigilia ci aveva illusi, nuovamente. Aveva detto di essere maturato, finalmente più forte a livello mentale, pronto a trasformare la pressione in carica positiva. Perché non credergli? Le qualità non si discutono e poi, diciamolo, è anche simpatico. Amante degli animali, dell’Italia e delle corse italiane. Viene naturale empatizzare con uno come lui. Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo ricrederci, rimanere delusi e soprattutto, tristi. Tutto ha inizio con una caduta appena dentro gli ultimi 3 km – quindi irrilevante per la classifica – della prima tappa, apparentemente senza grandi conseguenze a livello fisico. Problemi alla schiena, che nei giorni seguenti, sembrano migliorare, addirittura essere superati. Poi, all’improvviso, durante l’ottava tappa, sul Port de Balès, primo HC di questo Tour, il crollo. Smorfie di dolore, tanta fatica, una tragedia sportiva e umana, l’ennesima e forse l’ultima. Una “Via Crucis” di 50 km, scortato da tutta la squadra, che costa 25 minuti di ritardo e la fine di un sogno, forse per sempre. In ottica Fantacycling, per i fantamanager che lo hanno acquistato a carissimo prezzo, una disfatta. Lacrime agli occhi.

ELIA VIVIANI Purtroppo, è il grande assente tra i velocisti. Un sesto posto nella prima tappa di Nizza e nient’altro. Una cisti al piede che ne condiziona le prestazioni è una spiegazione che giustifica solo in parte il fatto che un campione come lui non riesca neanche a disputare le volate. Per ora non sta ripagando le aspettative – alte – e l’investimento – oneroso – effettuato dai fantamanager che lo hanno acquistato. I 60 fantapunti accumulati con 4 volate finora a disposizione sono pochi. Pochissimi. E... il tempo stringe.

DANIEL FELIPE MARTINEZ Dopo l’inaspettata vittoria al Giro del Delfinato la sua quotazione è salita. Ed è salita anche la fiducia nella possibilità, da parte del giovane colombiano, di poter ben figurare in questo Tour de France. Molti fantamanager, stregati dalla bontà delle sue prestazioni hanno deciso di investire una cifra consistente su di lui, aspettandosi un ritorno di punti significativo. Ma, ad ora, rappresenta una scommessa persa, almeno per quanto riguarda la classifica generale. La caduta nella seconda tappa ha sicuramente avuto un impatto non trascurabile, ma difficilmente può rappresentare l’unica motivazione di un andamento così deludente. Resta da vedere se nelle prossime settimane saprà diversificare i suoi obiettivi, trovando la forza di andare a caccia di tappe o chissà, della maglia a pois, salvando così almeno in parte il suo tour e le “casse” dei fantamanger. Bilancio parziale: 0 punti.