Tappa nervosa, alcuni big perdono secondi preziosi nella parte finale
Wout Van Aert vince la settima tappa del Tour de France con arrivo a Lavaur. Seconda affermazione in questa Grande Boucle per il corridore della Jumbo Visma che regola Boasson Hagen e Coquard con uno sprint perentorio.
Tappa movimentata fin dai primi chilometri, non da una fuga, ma da un’azione studiata a tavolino degli uomini della Bora-hansgrohe che sfruttano anche i ventagli per tagliare fuori dai giochi i velocisti più forti.
Il gruppo si spezza in tre tronconi: nell’ultimo rimangono Caleb Ewan, Cees Bol e Giacomo Nizzolo, mentre nel gruppo a metà strada c’è la maglia verde Sam Bennett aiutato dai compagni di squadra Asgreen e Devenyns.
Nulla da fare però, nessuno rientrerà, così l’azione della Bora dà subito i suoi frutti al traguardo volante di Saint Sernin sur Rance, quando Peter Sagan si fa beffare da Matteo Trentin, ma guadagna i 17 punti necessari a riprendersi subito la maglia verde.
Poi a 93 chilometri dal traguardo prova l’attacco Thomas De Gendt, che guadagna fino a 50’’ di vantaggio e rimane davanti fino a 36 chilometri dalla conclusione.
E’ lì che gli uomini Ineos e Julian Alaphilippe accelerano prontamente e spezzano in due il gruppo. Subiscono i ventagli Richie Porte, ma soprattutto la maglia bianca Tadej Pogacar, il leader della Bahrain McLaren Mikel Landa e Bauke Mollema, attardati nel gruppo degli immediati inseguitori.
Rimane staccato anche Richard Carapaz che viene inglobato nel gruppo dei ritardatari e arriva con loro a 1’20’’ dai migliori.
Poi la volata imperiosa di Van Aert che si conferma uno dei corridori più forti di questo inizio di stagione.






