Andrea, lo specialista delle “Monumento”

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20
nov

Conosciamo meglio anche il vincitore del trofeo dedicato alle Classiche Monumento

La stagione 2020 del Fantacycling ha incoronato anche l’esperto di classiche monumento, le corse in cui per vincere serve classe, anche nel magico mondo del fantaciclismo.

Ne ha avuta da vendere Andrea Sartori, quarantunenne appassionato ed ex praticante di buon livello. 

Oltre ad andare in bicicletta come amatore, Andrea ha corso a livello agonistico fino alla categoria Under 23, vincendo, negli anni, competizioni importanti come la 3Tre Bresciana, corsa a tappe riservata alla categoria juniores e vinta in passato da corridori come Savoldelli, Cunego e Ulissi (che detiene il record di vittorie, due). 

Andrea ha trionfato nel 1997, un anno prima di Cunego (che la vinse nel 1998). La sua carriera poi non ha preso la strada del professionismo e allora Andrea si è specializzato nella realizzazione di impianti termoidraulici e energie rinnovabili. 

L’energia per vincere al Fantacycling è arrivata, però, principalmente dalla sua passione, e da buon fantamanager di successo ha un debole per i ciclisti di qualità: “Da ragazzo amavo Indurain e Pantani, in seguito Contador, Nibali, Froome e Sagan - ha spiegato Andrea - adesso ho un debole per Van Aert e Van der Poel, in poche parole mi piacciono tutti quelli che vanno forte e regalano emozioni”. 

Come dargli torto, anche perché proprio questi due corridori hanno permesso al suo team “TSA”, di spiccare il volo verso la prima posizione del Trofeo Monumento. 

“Sono anche un appassionato analizzatore di numeri, prestazioni, watt, tempi di scalata - ha aggiunto Andrea - mentre tra gli altri sport seguo lo sci alpino, la Moto GP e la SBK; ho una repulsione per il calcio, in tv invece guardo programmi d’inchiesta come “Report” e “Presa Diretta”, programmi di divulgazione scientifica come “Homo Sapiens” di Mario Tozzi e “Ulisse” di Alberto Angela”.

Passioni condivise, magari, anche con la moglie Rosi che invece non ama il ciclismo, ma a detta sua lo sopporta e lo supporta: “Anzi, mi accompagna anche quando partecipo a qualche Gran Fondo”. 

Un plauso dunque anche a Rosi, in fondo dietro al successo del Trofeo Monumento di Andrea Sartori, c’è anche lei. 


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