Dumoulin si ferma, le reazioni sulla stampa

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24
Jan
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Il compagno di squadra Van Aert: "Rimane un grande campione"

La scelta di Tom Dumoullin ha spiazzato tutti. il corridore si è fermato decidendo di togliersi dalle spalle uno zaino da cento chili, lui stesso ha definito così questo momento, il suo saluto alla bicicletta.

Una decisione improvvisa, anche perché solo due giorni fa, lo stesso corridore aveva annunciato il suo programma stagionale attraverso i canali social della Jumbo Visma, con la partenza prevista alle Strade Bianche. Sorpreso anche il compagno di squadra Wout Van Aert: “Penso che Tom abbia avuto un anno molto difficile. Era stato fuori per molto tempo a causa degli infortuni, aveva avuto un momento difficile mentalmente. L’anno scorso abbiamo notato in squadra che il suo ritorno aveva alti e bassi. Spero che questa sia una decisione per tornare più forte, rimane un grande campione”. 

Ciro Scognamiglio sulla Gazzetta dello sport scrive che l'ipotesi di uno stress fisico e mentale sfociato fin quasi nel male di vivere dunque è in campo, così come lo sono le similitudini con l'addio (prima temporaneo, poi definitivo) del suo ex compagno di squadra Marcel Kittel - a 31 anni - oppure di Peter Kennaugh e Moreno Moser. Perché forse, a volte, l'unico modo per riuscire a fare un passo in avanti è davvero quello di farne prima due indietro.

Giovanni Battistuzzi su Giro di Ruota racconta che da quando ha vestito per la prima volta la maglia rosa al Giro d’Italia dopo aver conquistato la cronometro di apertura di quell’edizione ad Apeldoorn, Tom Dumoulin aveva gli occhi di chi si trovava a una festa senza aver ricevuto l’invito, lo specchio di qualcosa che doveva cambiare

Pier Augusto Stagi sul Giornale considera l’aspetto emotivo del gesto: Quello che può sembrare oggi una resa è probabilmente l'atto di forza più grande di un atleta di prima grandezza. La presa di coscienza di un uomo, che non si sente robot.

Filippo Cauz e Leonardo Piccione su Bidon raccontano, come sia verosimile che il punto di rottura odierno discenda non da un evento specifico (la caduta al Giro 2019) ma dall’inevitabile resa dei conti che attende al varco gli esseri umani […] Dumoulin non ha mai nascosto che il suo rapporto con lo sport che amava nascondesse un lato conflittuale, un misto di insoddisfazione, ansia e paura che non si capisce perché nel mondo del ciclismo dovrebbe avere un’incidenza inferiore che nella vita normale. 

Adesso che si sente più leggero, l’uomo Tom Dumoulin avrà il tempo che gli è mancato negli ultimi anni. Lo zaino da cento chili, adesso, è lì fermo in un angolo: ma noi appassionati di ciclismo e fantaciclismo, speriamo abbia voglia di indossarlo di nuovo. 

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