Evenepoel senza sprint a Les Angles: "Mi mancava quel guizzo finale"
Il belga chiude ottavo nella tappa 3 del Tour de France 2026 e spiega la sua mancanza di brillantezza nello sprint in salita con la lunga assenza dalle gare

Il belga chiude ottavo nella tappa 3 del Tour de France 2026 e spiega la sua mancanza di brillantezza nello sprint in salita con la lunga assenza dalle gare
In passato, Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-Hansgrohe) si è dimostrato un autentico specialista degli sprint in salita, ma nella terza tappa del Tour de France 2026 con arrivo a Les Angles, il campione belga ha dovuto cedere il passo a un Tadej Pogačar semplicemente irresistibile. Niente dramma, però: Evenepoel ha analizzato la situazione con lucidità, senza nascondere né rimpianti né soddisfazione.
Il belga ha tagliato il traguardo in ottava posizione, accusando quattro secondi di ritardo dal vincitore di tappa e nuovo leader della classifica generale. Nonostante il piazzamento non esaltante, Evenepoel resta terzo nella classifica generale, a soli 23 secondi dalla maglia gialla. Un gap contenuto, che lo tiene pienamente in corsa per la vittoria finale.
"Riuscivo ad andare forte, ma mi mancava quel guizzo finale", ha dichiarato Evenepoel ai microfoni del Nieuwsblad. "È stata una giornata lunga e calda, con tanto dislivello. La fuga ha faticato a prendere il largo, poi c'è stata una salita finale dura di quasi due chilometri. Nel complesso, sono soddisfatto."
Il nodo della questione è la lunga assenza dalle competizioni. Evenepoel è rimasto fermo per oltre due mesi dopo aver concluso terzo alla Liegi-Bastogne-Liegi, e quella ruggine si fa sentire proprio nei momenti di massima intensità atletica. "Sull'ultima salita ho sentito che ero oltre il mio limite. Ho dovuto limitarmi a seguire e poi spingere il più possibile verso il traguardo. La sensazione non è brutta, ma quel guizzo esplosivo non c'è ancora, a causa della lunga sosta".
C'è una differenza sostanziale, ha spiegato il belga, tra lo sprint di Montjuic nella tappa 2 - una volata di 700 metri, più simile a una progressione che a un vero sprint esplosivo - e il finale di Les Angles, dove invece serviva un'accelerazione violenta e immediata. Nel primo caso era riuscito a chiudersi alle ruote di Pogačar e Del Toro, precedendo persino Vingegaard; nel secondo caso, il copione è stato ben diverso.
Evenepoel ha anche elogiato la strategia di Pogačar: "Come ha detto Tadej nella sua intervista a caldo, se puoi vincere devi farlo. Il team se lo è meritato. Hanno controllato la corsa". Parole di rispetto, ma anche la dichiarazione implicita che il belga è pronto ad alzare il livello non appena le gambe torneranno a rispondere nel modo giusto. "Personalmente, sono soddisfatto", ha concluso. E con 23 secondi di distacco dalla vetta, il Tour de France 2026 è ancora tutto da scrivere.
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