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Netcompany Ineos avvia l'analisi post-Tour: nessuna vittoria di tappa, ma lo sguardo è già al 2027
Ciclismo

Netcompany Ineos avvia l'analisi post-Tour: nessuna vittoria di tappa, ma lo sguardo è già al 2027

Geraint Thomas guida la revisione interna dopo un Tour de France deludente, con la Grande Partenza in Gran Bretagna come obiettivo motivante

Netcompany Ineos avvia l'analisi post-Tour: nessuna vittoria di tappa, ma lo sguardo è già al 2027
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Redazione
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Il Tour de France 2026 si è concluso domenica sugli Champs-Élysées, ma in casa Netcompany Ineos è subito cominciata l'analisi di una corsa dai risultati non esaltanti. A guidare la riflessione critica e costruttiva è Geraint Thomas, Head of Racing del team britannico, che non si è perso in lamentele e ha già tracciato la rotta verso il futuro.

I numeri parlano chiaro e sono impietosi: la squadra ha chiuso al 17° posto nella classifica dei premi, portando a casa appena 23.760 euro contro gli 611.980 della UAE Team Emirates di Tadej Pogačar. Meno persino di team che hanno vinto tappe e del ProTeam Pinarello-Q36.5. Un dato che, al Fantacycling, racconta tutto sull'apporto reale dei corridori in corsa.

I guai erano iniziati prima ancora del via: Oscar Onley, leader designato, si era fermato per infortunio. Kévin Vauquelin aveva accusato problemi di salute a giugno, mentre Josh Tarling aveva dovuto lottare contro il tempo per recuperare da una frattura alla clavicola. In gara, Thymen Arensman non ha saputo ripetere i successi di tappa del 2025 ed Egan Bernal ha chiuso mestamente ventesimo in classifica generale.

La cronometro a squadre di Barcellona aveva fatto sperare: secondo posto, con soli otto secondi di ritardo dalla Visma-Lease a Bike, seppur con la sfortuna della foratura di Vauquelin. Ma da lì in poi è stato un continuo rincorrere occasioni mancate, tra cadute, forature e fughe rimaste a secco di risultati concreti.

Thomas non si è sottratto all'analisi: "È stata una corsa dura. Volevamo ottenere qualcosa di più", ha ammesso sugli Champs-Élysées, lo stesso luogo dove nel 2018 aveva alzato le braccia da vincitore del Tour. "La TTT è partita bene, poi un po' di sfortuna ha complicato tutto. I ragazzi hanno fatto quello che volevamo: sono andati all'attacco, hanno corso in modo aggressivo, hanno tentato tutto il possibile. Quando punti alle vittorie di tappa, però, le tappe di montagna, la cronometro individuale e le volate eliminano gran parte delle opportunità. Solo cinque tappe si sono concluse in fuga. Eravamo sempre presenti, ma non è arrivato il risultato. Non si può certo criticare l'impegno."

Thomas, in ogni caso, guarda avanti con la lucidità di chi ha vinto e perso tante battaglie: "Fa male, ma quando soffri è lì che ti concentri davvero sul miglioramento. La stagione nel complesso, fino a questo punto, è sicuramente un grande positivo. Questo mese è stato duro, ma dobbiamo restare concentrati e continuare a spingere. Si fa un nuovo piano, ci si rialza e si va a prenderlo."

La grande notizia, però, è già scritta nel calendario: il Tour de France 2027 partirà dalla Gran Bretagna, con tappe a Edimburgo, Liverpool e poi Cardiff, città natale di Thomas. Un'opportunità storica per un team britannico che ha dominato la corsa per un decennio tra il 2012 e il 2019. "Siamo una squadra britannica e vogliamo andare lì e performare, capitalizzare su questo momento. È un obiettivo straordinario. Io personalmente non vedo l'ora", ha dichiarato Thomas con occhi già puntati sul futuro.

Foto: Sprint Cycling Agency 


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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.