Nicholas Roche: "Hirschi un vincente. Sui giovani non sono d'accordo con Sagan"

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Il corridore della Sunweb si racconta nella diretta Instagram di Fantacycling

Il corridore della Sunweb, Nicholas Roche, è venuto nuovamente a trovarci in una delle nostre dirette Instagram e come sempre ci ha regalato delle riflessioni interessanti. 

Guarda la diretta sul nostro canale IGTVhttps://www.instagram.com/tv/CIMDmBYoJgQ/

Ciao Nicholas, come stai affrontando il periodo di sosta?

"In questi giorni alcuni corridori sono andati a Dubai, io invece sono andato in Svizzera per fare un po' di vacanza e scappare dalla quotidianità. A Saint Moritz non faceva freddo. Ho fatto camminate relax".

Nel finale di stagione sei stato fermato da un infortunio; ci racconti com'è andata?

"Nel 2020 dovevo fare anche la Vuelta, ma la caduta al Tour mi ha condizionato. Ho provato a tenere duro e non mollare. Ma per compensare l'infortunio al braccio, mi è venuta una tendinite ed è stato anche peggio. Al Mondiale ho sentito tanto dolore: pensavo fosse dovuto alla caduta e alla stanchezza del Tour. Dopo il campionato irlandese ho fatto qualche esame specifico, ed è arrivata la diagnosi: tendinite con rottura della guaina del tendine. Così la mia stagione è finita...".

Hai qualche rimpianto per il campionato irlandese?

"Nel campionato irlandese volevo e potevo vincere, ma stavo male. Per partecipare al campionato irlandese, tra l'altro, mi ero organizzato con un paio di amici extra-squadra: uno portava le valigie, uno mi passava le borracce, l'altro guidava l'ammiraglia. Purtroppo avevo portato solo due ruote di scorta e prima della crono mi sono accorto che una aveva la valvola rotta. Così l'ho cambiata con la ruota d'allenamento, ma era più bassa e... Quando ho pubblicato la foto sul web, tutti mi hanno preso in giro per la bici con due ruote diverse. Ma non potevo fare altro! :) ".

"In Irlanda ho perso la crono per un secondo. Nella prova in linea invece mi correvano tutti contro, ma è normale: succede sempre così, con me. Quando è andato via uno in fuga, ho tirato solo io per tutto il gruppo e sono arrivato secondo. Alla fine ero incazzato, ma ormai...".

Che voto dai alla tua stagione?

"Voto per il 2020? Ho fatto il possibile. Con i più giovani della squadra faccio un po' il direttore sportivo in corsa e in questo mi do un voto alto, 8 o 9. Infatti abbiamo vinto tre tappe al Tour. A me personalmente do 6 o 7, perchè potevo vincere una volta al Tour, invece sto ancora ripensando a quella tappa poi vinta da Lutsenko: lì non dovevo perdere contatto in salita e potevo arrivare bene fino all'arrivo".

Cosa puoi dire del tuo compagno di squadra Hirschi?

"Hirschi? Wow, incredibile. Si vedeva da un paio d'anni che era forte. È un vincente, non ha la testa per fare il gregario. È destinato a diventare una superstar. In bici ha forza, testa e maturità. Lo aiuta anche Cancellare come manager, ma fa tante domande anche a me. Gli piace avere il mio punto di vista. Poi, in gara, tira fuori talento e istinto da vincitore".

Programmi per il futuro?

"Nel 2021 resterò alla Sunweb, poi continuerò a correre almeno fino al 2023. Ripensando alla mia carriera, che è iniziata nel 2004, mi vengono in mente tante emozioni vissute a livello personale o di squadra. La vittoria del Tour con Froome nel 2015 fu spettacolare: il premio per il lavoro straordinario di tutta la squadra. Io feci un gran lavoro, orgoglioso di averlo fatto anche se i titosi non ricordano neppure il secondo o il terzo, figuriamoci i gregari".

E il momento più brutto invece?

"Il momento più brutto della mia carriera è stato il ritiro dal Giro d'Italia 2018".

Cosa pensi dei giovani talenti che sono esplosi nell'ultima stagione?

"I giovani della nuova generazione sono fortissimi: da Pogacar a Hirschi, da Evenepoel a Hindley, da Geoghegan Hart a Bernal. La lista è lunga. I protagonisti del 2020 hanno sorpreso tutti. I giovani hanno scavalcato i più esperti con numeri e prestazioni indiscutibili: il lockdown li ha avvantaggiati, offrendo anche uno spunto di riflessione sugli allenamenti migliori di preparazione. I giovani sanno produrre uno sforzo intenso anche senza gli allenamenti tradizionali. Si è avuta una dimostrazione lampante già dal Tour".

Sagan dà la colpa ai ritmi di allenamento cambiati a primavera con il lockdown: ha ragione? 

Non sono d'accordo con Sagan. La mia condizione era buona, ma la condizione dei giovani era migliore: tutto qua. Il lavoro sui rulli aveva compensato quello su strada e non ha fatto differenze. La diversa preparazione è una scusa. Invece la gara è cambiata: meno resistenza, più esplosività. I giovani avevano più esplosività rispetto agli over 30. Normale. Io al Tour ero preparatissimo, avevo i migliori livelli della mia carriera. Nibali, uguale. Sagan, anche. Ma i giovani andavano di più, soprattutto in salita. Fino all'anno scordo, i giovani arrivavano già stanchi ai grandi giri. Nel 2020 sono arrivati freschi e pronti, malgrado avessero pochi giorni di gara alle spalle".

"I corridori più anziani fanno la differenza con la resistenza alla stanchezza. Quest'anno il Tour ha dimostrato che per andare forte non devi per forza accumulare stanchezza, prima. Chi ha parlato di problemi d'allenamento, ha trovato una scusa. Secondo me nel 2020 Sagan è stato battuto come mai prima in carriera, e non è capace di accettarlo".

Chi è il più forte con cui hai corso? 

"Il più forte con cui ho corso? Contador!".

Andrete in ritiro con la squadra?

"A dicembre noi della Sunweb non faremo un ritiro e anche la presentazione della squadra sarà on line. A gennaio forse faremo un ritiro lungo, ma non sappiamo dove".

Obiettivi per la prossima stagione?

"Nel 2021 punterò ancora a una vittoria di tappa al Tour de France: è quella che manca alla mia carriera. Sono arrivato qualche volta secondo, ci riproverò. Mi piacerebbe partecipare all'Olimpiade di Tokyo, diventerebbe la mia quarta partecipazione ai giochi olimpici. Sarebbe una bella statistica per la mia carriera: quattro Olimpiadi!".

Tre parole per descrivere la bici.

Sacrifici, emozione, soddisfazione".

"Andare in bici è un'ottima scuola di vita. La bici insegna pazienza, rigore, tenacia. Insegna capacità di superare le difficoltà: caldo e freddo, vento e pioggia, cadi e ti rialzi. In bici si forma il carattere che vale poi per tutta la vita".

Giocherai con noi al Fantacycling l'anno prossimo? 

"Nel 2021 proverò a giocare al FantaCycling: promesso".

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