Volta a Catalunya 2026: percorso e favoriti

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22
Mar
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Tanta salita e molti big al via della corsa

La Volta a Catalunya 2026 si sviluppa su sette tappe con un andamento progressivamente più duro. La prima tappa, con partenza e arrivo a Sant Feliu de Guíxols, è caratterizzata da un percorso mosso lungo la costa: non ci sono grandi salite, ma continui cambi di ritmo che rendono difficile controllare la corsa. Il finale favorisce un gruppo ristretto o corridori resistenti più che i velocisti puri.

La seconda tappa, da Figueres a Banyoles, presenta un profilo vallonato simile, ma leggermente più selettivo. 

La terza tappa, da Mont-roig del Camp a Vila-seca, è invece la più semplice dell’intera corsa. Il percorso è prevalentemente pianeggiante e rappresenta l’unica vera occasione per i velocisti, con un arrivo molto probabile in volata. A partire dalla quarta tappa la corsa cambia completamente. Da Mataró si arriva a Vallter, con un finale in salita oltre i 2000 metri. La quinta tappa, da La Seu d’Urgell al Coll de Pal, è la più dura della corsa. È una tappa di alta montagna con diverse salite lunghe e un dislivello molto elevato. La sesta tappa, da Berga a Queralt, è più breve ma comunque molto intensa. Anche in questo caso l’arrivo è in salita, ma con caratteristiche più esplosive. L’ultima tappa si svolge a Barcellona su un circuito cittadino che include la salita del Montjuïc da ripetere più volte. 

Il principale favorito per la vittoria è Jonas Vingegaard, perché il percorso è molto adatto alle sue caratteristiche. 

Il rivale più diretto è Remco Evenepoel, che può soffrire sulle salite molto lunghe rispetto a Vingegaard, ma resta pericolosissimo soprattutto se riesce ad anticipare o a guadagnare tempo nelle tappe meno dure o nel finale di Barcellona.

Un altro nome molto importante è João Almeida, che rappresenta il corridore più regolare tra i favoriti. Il portoghese potrà contare sull'aiuto di Jay Vine e Brandon McNulty.

Tra gli outsider bisogna considerare Enric Mas e Cian Uijtdebroeks della Movistar, costanti sulle salite lunghe, Carlos Rodríguez e Oscar Onley della Ineos, corridori giovani ma già molto competitivi nelle gare a tappe. Attenzione ad un altro duo, della Decathlon, formato da Felix Gall e Matthew Riccitello.

Infine, attenzione a corridori più imprevedibili come Tom Pidcock, che può fare la differenza nelle tappe mosse o tecniche, e a Mikel Landa, sempre competitivo quando la strada sale. Altri nomi che ci sentiamo di citare sono quelli di Giulio Ciccone per la Lidl Trek (che presenta anche Mattias Skjelmose e Derek Gee West), Lorenzo Fortunato, Florian Lipowitz e Lenny Martinez.

Foto Sprint Cycling