Tim Wellens non ci sta e ha deciso di rispondere colpo su colpo a Philippe Gilbert, che lo aveva pesantemente criticato per il rifiuto di convocazione ai prossimi Campionati del Mondo su strada. L'ex campione del mondo aveva definito il corridore fiammingo "totalmente scollegato dalla realtà", scatenando un piccolo caso nell'ambiente del ciclismo belga.
Gilbert, che vinse la maglia iridata a Valkenburg nel 2012, aveva dichiarato che i corridori dovrebbero essere "leali, prima di tutto, alla propria nazione", chiedendosi perché mai Wellens dovesse saltare la rassegna iridata, dove un altro belga, Remco Evenepoel, figura tra i grandi favoriti alla vittoria finale.
Parlando a Het Nieuwsblad dopo il GP de Wallonie di mercoledì, Wellens non ha usato mezzi termini: "Sono rimasto piuttosto scioccato dalle parole di Phil. Ho intenzione di mandargli un messaggio per capire esattamente perché ha usato quei termini", ha dichiarato il corridore della UAE Team Emirates-XRG.
Il fiammingo ha poi aggiunto una frecciata niente male: "Evidentemente un opinionista riceve più attenzione quando presenta una narrazione negativa. In questo senso, sono più un fan dell'approccio di Tom Boonen, che spesso assume una posizione più positiva."
E la chiusura non lascia dubbi sulle sue intenzioni: "Ma ancora una volta, contatterò Phil e gli dirò cosa ne penso." Insomma, aria di resa dei conti in casa belga, con due generazioni di corridori che si confrontano apertamente su temi delicati come la lealtà nazionale e le priorità di carriera.
Va ricordato che Wellens aveva già affermato in passato di avere, a questo punto della carriera, "priorità diverse" rispetto a dieci anni fa. Il classe 1991 ha corso sei edizioni dei Mondiali, con il momento più alto rappresentato dall'aiuto fondamentale prestato a Wout van Aert nella conquista dell'argento nel 2020. Ha inoltre condiviso la maglia del Belgio con lo stesso Gilbert in tre occasioni: 2014, 2017 e 2018.