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Groves punta al bis di verde alla Vuelta, ma occhio a Pogačar: "Sarà difficile, potrebbe vincerla lui"
Ciclismo

Groves punta al bis di verde alla Vuelta, ma occhio a Pogačar: "Sarà difficile, potrebbe vincerla lui"

Il velocista australiano di Alpecin-Premier Tech si candida per la classifica a punti della Vuelta a España 2026, ma avverte: gli sprint intermedi piazzati a fine tappa potrebbero fare comodo proprio allo sloveno

Groves punta al bis di verde alla Vuelta, ma occhio a Pogačar: "Sarà difficile, potrebbe vincerla lui"
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Redazione
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Che Tadej Pogačar sogni la maglia rossa della Vuelta a España per completare la collezione di trionfi nei Grandi Giri è cosa nota a tutti. Ma pochi si aspettano che il fenomeno di UAE Team Emirates-XRG possa mettere le mani anche sulla maglia verde della classifica a punti. Eppure, secondo Kaden Groves, questa possibilità non è affatto da escludere.

Lo sprinter australiano, vincitore della maglia verde della Vuelta per ben due volte nelle ultime tre edizioni, torna quest'anno a caccia del tris. Parlando con Cyclingnews, il corridore di Alpecin-Premier Tech ha svelato un dettaglio tattico interessante che ogni appassionato di fantaciclismo dovrebbe tenere a mente: il posizionamento degli sprint intermedi nel percorso 2026 potrebbe favorire, volente o nolente, proprio il candidato numero uno per la generale.


Groves punta a vincere almeno una tappa nelle cinque frazioni pianeggianti - o comunque non troppo movimentate - previste dal percorso di quest'anno, ma coltiva anche l'ambizione di indossare la maglia verde a Granada, il 13 settembre. "Una vittoria di tappa per me sarebbe fantastico, ma stiamo guardando anche alla maglia verde, anche se sarà difficile", ha dichiarato il 27enne.

Il motivo di questa cautela? "Molti degli sprint intermedi sono posizionati verso la fine delle tappe, quindi è qualcosa che anche Tadej [Pogačar] potrebbe raccogliere strada facendo".


Secondo i calcoli dello stesso Groves, le occasioni di volata pura dovrebbero essere circa cinque, "forse una in più o in meno a seconda che la fuga sia più o meno forte". Il primo vero appuntamento sprint arriva relativamente tardi, con la tappa 5 che si conclude a Roquetes, non lontano dalla costa mediterranea: un dettaglio che potrebbe rivelarsi un vantaggio nascosto per l'australiano, dandogli tempo di ritrovare gambe e ritmo.

Non va dimenticato che il 2026 è stato un anno complicato per Groves, costretto al ritiro dal Giro d'Italia - la sua prima partecipazione alla corsa rosa - già alla quarta tappa per una brutta caduta. L'australiano è ancora a caccia della prima vittoria dai tempi del Tour de France dello scorso anno, quando si impose in una spettacolare fuga solitaria a Pontarlier, a un giorno dall'arrivo a Parigi. "È stata un'annata altalenante, ma non sarei qui se non fossi a un livello discreto, e la tappa 5 potrebbe essere la prima vera occasione di volata per ritrovare il feeling giusto", ha spiegato.

La Vuelta resta una corsa speciale per Groves: fu qui che conquistò la sua primissima vittoria in un Grande Giro, a Cabo de Gata nel 2022. Da allora sono arrivate altre sei vittorie alla Vuelta, due tappe al Giro e quella trionfale fuga al Tour. Ma quel successo di quattro anni fa, in una giornata torrida sulla costa andalusa, resta indelebile nel cuore dell'australiano: "Accadde lo stesso giorno in cui perdemmo [l'allora compagno di squadra] Simon Yates per il COVID-19", ha ricordato Groves, "quindi fu un bel modo per chiudere una giornata iniziata molto male".

Quattro anni dopo, secondo forti indiscrezioni, Groves potrebbe affrontare quella che sarà la sua ultima Grande Giro con la maglia Alpecin-Premier Tech - notizia però non ancora confermata. Nel frattempo, l'australiano si dice fiducioso sulla squadra che lo supporterà in questa Vuelta: "Il treno va bene, ho Sente [Sentjens] e Lindsay [De Vylder], è il loro primo Grande Giro quindi è una buona opportunità anche per loro. Poi intorno a loro ci sono ragazzi esperti come Michael Gogl per la prima parte, e poi abbiamo il supporto in salita con Hugo [Houle], Gal [Glivar], Francesco [Busatto] e ancora Michael. Penso che abbiamo carte da giocare su più fronti".

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.