Itzulia 2026: percorso e favoriti

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Apr
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Del Toro atteso protagonista, c'è il ritorno di Ayuso

Nel cuore della primavera ciclistica, nel bel mezzo delle classiche del Nord, l’Itzulia Basque Country si impone come uno degli appuntamenti più affascinanti e duri dell’intero calendario WorldTour. Non è semplicemente una corsa a tappe: è un banco di prova severo, quasi spietato, dove ogni giornata può ribaltare la classifica e ogni errore si paga caro.

La corsa basca conserva la sua identità storica: strade strette, salite brevi ma violentissime, discese tecniche e un pubblico appassionato che trasforma ogni tappa in un evento. 

L’edizione 2026 si sviluppa su sei tappe, per poco più di 800 chilometri complessivi. Una distanza relativamente contenuta, ma resa durissima da un dislivello superiore ai 16.000 metri e da un tracciato che elimina quasi del tutto le fasi interlocutorie.

Si parte subito con una cronometro a Bilbao: una prova breve ma tutt’altro che banale, disegnata su un percorso ondulato e tecnico. 

La seconda tappa introduce immediatamente il cuore della corsa, con partenza da Pamplona e l’ascesa al San Miguel de Aralar, una salita simbolo dei Paesi Baschi. 

Le tappe centrali, attorno a Basauri e Galdakao, rappresentano il manifesto dell’Itzulia moderna. Non ci sono grandi salite iconiche, ma una sequenza incessante di strappi, muri e cambi di ritmo. È un terreno perfetto per imboscate, dove le squadre fanno fatica a controllare e i corridori più coraggiosi possono inventare azioni da lontano.

La quinta tappa, con partenza e arrivo a Eibar, è la più attesa. Qui si entra nella storia della corsa, tra salite come Arrate e Izua, che hanno deciso numerose edizioni.  Infine, la frazione conclusiva verso Bergara è breve ma nervosa, perfettamente in linea con la tradizione basca. Non è raro che la classifica si decida proprio qui, su uno strappo finale o in una discesa affrontata al limite.

Al centro della scena c’è Primož Roglič.
Lo sloveno è il corridore che più di tutti incarna le caratteristiche richieste dall’Itzulia: solido a cronometro, esplosivo sugli strappi, esperto nella gestione della corsa. Il principale antagonista è Juan Ayuso che, dopo il ritiro alla Nizza, dovrà ottenere un buon risultato insieme al compagno di squadra Mattias Skjelmose. 

Mikel Landa è uno dei più attesi, anche per il fattore emotivo: correre sulle strade basche gli regala sempre qualcosa in più. 

Tra i nomi più intriganti spicca Isaac Del Toro, il classico corridore che può ribaltare la corsa con un attacco improvviso, trasformando una tappa apparentemente controllata in un punto di svolta.

Come non citare anche Paul Seixas, che non corre dalle Strade Bianche. Il giovane francese proverà a far saltare il banco anche in una breve corsa a tappe. Altri nomi interessanti sono quelli di Tobias Johannessen, Florian Lipowitz, Kevin Vauquelin, e Christian Scaroni. 

Foto Sprint Cycling