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Pogacar: "Meglio soli che isolati"
Interviste

Pogacar: "Meglio soli che isolati"

Il campione del mondo spiega l'attacco ai -50km di oggi

Pogacar: "Meglio soli che isolati"
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Redazione
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Una dimostrazione di forza devastante, un attacco d'altri tempi che ipoteca già la corsa. Tadej Pogačar ha letteralmente demolito la concorrenza nella quarta tappa della Vuelta a España 2026, firmando un'impresa solitaria di ben 50 chilometri sulle aspre montagne di Andorra.

Lo sloveno non si è nascosto dietro i calcoli e ha blindato la maglia rossa, infliggendo distacchi pesantissimi a tutti i rivali diretti per la classifica generale


.Al traguardo, lo sloveno della UAE Team Emirates ha analizzato con lucidità la sua azione, spiegando ai microfoni della stampa i motivi che lo hanno spinto a muoversi così lontano dall'arrivo. "Meglio soli che isolati, sapevamo che la tappa di Andorra sarebbe stata durissima ed estremamente esigente dal punto di vista tattico. La mia decisione di attaccare a 50 chilometri dall'arrivo è nata dalla necessità: non potevo rischiare di rimanere isolato nel finale contro blocchi di squadre avversarie che avrebbero potuto fare il gioco della superiorità numerica. In quelle situazioni rischi di subire continui scatti e controscatti senza poter rispondere a tutti. Attaccare da lontano mi ha permesso di imporre il mio ritmo e di gestire la corsa alle mie condizioni."


Nonostante una fuga solitaria così lunga e dispendiosa sulle pendenze pirenaiche, Pogačar è apparso sorprendentemente fresco dopo il traguardo, minimizzando l'impatto della fatica accumulata in vista delle prossime tre settimane di corsa."Ad essere del tutto onesto, non mi sento così esausto come potrebbe sembrare da fuori. Quando sei da solo davanti, puoi impostare esattamente il ritmo che preferisci sia in salita che nei tratti di discesa e pianura, senza lo stress di dover rispondere alle accelerazioni improvvise degli altri. Mi sono gestito alla perfezione, ho alimentato il mio corpo regolarmente e devo dire che mi sono persino divertito molto lungo il percorso. Le gambe giravano benissimo."

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.