Addio a Giancarlo Ferretti
Direttore sportivo e scopritore di talenti, aveva 85 anni


Direttore sportivo e scopritore di talenti, aveva 85 anni

È morto Giancarlo Ferretti, uno dei personaggi più importanti e riconoscibili del ciclismo italiano. Aveva 85 anni e se n'è andato proprio nel giorno del suo compleanno, lasciando un vuoto profondo in un mondo al quale aveva dedicato gran parte della sua vita.
Prima corridore professionista, poi direttore sportivo e uomo d'ammiraglia, Ferretti ha attraversato decenni di ciclismo italiano diventandone uno dei protagonisti più autorevoli.
Il soprannome che lo accompagnò per tutta la carriera diceva molto del suo carattere: “il Sergente di ferro”. Esigente, severo, diretto, Ferretti pretendeva dai suoi corridori impegno e disciplina. Ma dietro quella durezza c'era una profonda conoscenza del ciclismo e degli uomini che doveva guidare.
Da corridore professionista, tra il 1963 e il 1970, fu soprattutto un gregario affidabile, anche al fianco di campioni come Felice Gimondi. Terminata la carriera agonistica, trovò nell'ammiraglia la sua vera dimensione.
Guidò squadre storiche come Bianchi, Ariostea, MG Maglificio e Fassa Bortolo, lavorando con alcuni dei più importanti corridori delle successive generazioni: da Michele Bartoli ad Alessandro Petacchi, da Ivan Basso a Fabian Cancellara, fino a Filippo Pozzato.
Con la Fassa Bortolo, in particolare, costruì una delle formazioni più competitive del ciclismo dell'epoca. La sua capacità di organizzare una squadra, individuare i talenti e trasformare un gruppo di corridori in una vera formazione combattiva rimane una delle eredità più significative della sua carriera.
Foto Sprint Cycling (Ferretti con Alessandro Petacchi)
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

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