Ben Healy pronto a colpire al Tour: con meno caldo la 3a settimana fa per lui
L'irlandese di EF Education-EasyPost ha dovuto frenare il suo istinto da attaccante per colpa dell'ondata di calore, ma ora sente che il momento è arrivato


L'irlandese di EF Education-EasyPost ha dovuto frenare il suo istinto da attaccante per colpa dell'ondata di calore, ma ora sente che il momento è arrivato

Ben Healy ha aspettato, stringendo i denti. Non è nel suo carattere, non fa parte del suo DNA di corridore. Ma l'attesa sembra finalmente volgere al termine: l'irlandese della EF Education-EasyPost è pronto a scatenare il suo ciclismo esplosivo al Tour de France.
Healy era stato uno dei grandi protagonisti del Tour dell'anno scorso, illuminando tappa dopo tappa con una serie incessante di attacchi che gli erano valsi una vittoria di frazione e una schiera di nuovi tifosi appassionati. Quest'anno, invece, è rimasto nell'ombra in modo quasi inspiegabile, considerando l'impatto devastante che aveva avuto sulla corsa dodici mesi fa.
C'è però una spiegazione ben precisa, e non ha nulla a che fare con la sua forma fisica o con la stagione non proprio lineare che ha alle spalle. La colpa è del caldo torrido che ha avvolto la Grande Boucle sin dal Gran Départ di Barcellona. Le temperature, rimaste stabilmente sopra i 35 gradi, hanno imbrigliato uno dei corridori più dinamici e imprevedibili del gruppo.
«Il caldo è il mio tallone d'Achille», ha confessato Healy ai microfoni di Cyclingnews. «Quando ho grandi cali di rendimento, è sempre colpa del caldo. Faccio tutto il possibile, ma certi di noi semplicemente non sono costruiti per sopportarlo.»
Il problema, spiega l'irlandese, è fisiologico e tattico allo stesso tempo: «Non riesci a recuperare. Ogni sforzo ti costa il doppio. Ho pedalato abbastanza spesso sotto il sole cocente da sapere quando sono al limite. Non posso attaccare come faccio di solito, perché se continuo ad accelerare senza recuperare abbastanza velocemente, vado in crisi. E il mio stile si basa proprio su quello: attaccare, recuperare, attaccare ancora.»
Definito "il migliore corridore da fuga del mondo" dal suo direttore sportivo Jonathan Vaughters, Healy è riuscito a entrare in una sola fuga in questo Tour, nella tappa 10 attraverso il Massiccio Centrale, insieme ad altri 29 corridori. Ma il ruolo che ha ricoperto è stato marginale: il suo compagno di squadra Richard Carapaz ha poi provato ad attaccare per la vittoria, ma l'iniziativa è stata neutralizzata da Tadej Pogačar e dalla UAE Team Emirates-XRG, ancora una volta trasformando una potenziale tappa da fuga in un duello tra i big della classifica generale.
Paradossalmente, però, Healy vede in tutto questo un vantaggio nascosto. «Quando guardo le tappe e i vincitori, non credo di aver perso troppe occasioni reali», dice. «Non ho bruciato le cartucce inutilmente nel gruppo, e mi sono risparmiato molto. Entrare nel giorno di riposo così fresco è qualcosa che non mi era mai capitato in un Grande Giro. Non ho fatto troppi danni al corpo, e spero che questo paghi nella seconda parte della corsa.»
Ed ecco la svolta che tutti gli appassionati di fantaciclismo stavano aspettando: le temperature sono finalmente destinate a calare, proprio in concomitanza con un percorso perfetto per le caratteristiche di Healy. In programma ci sono due tappe di media montagna nei Vosgi e poi un arrivo in salita al Plateau de Solaison nelle Alpi. Il momento per colpire si avvicina.
«Non vedo l'ora che arrivi questo weekend. Le temperature stanno scendendo e, non appena si raffredda, sento che il corpo c'è», ha dichiarato. «Sento davvero di essere pronto a fare la gara.»
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

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