Mads Pedersen, leader della classifica a punti al Tour de France 2026, ha rischiato grosso durante lo sprint intermedio della 12ª tappa: il danese della Lidl-Trek è stato inizialmente segnalato per una mossa potenzialmente irregolare, ma alla fine ha evitato qualsiasi sanzione formale o retrocessione, pur essendo stato richiamato dai commissari di gara.
Con un solo fuggitivo in testa al gruppo al momento dello sprint intermedio, erano ancora disponibili numerosi punti preziosi per la classifica verde — e Pedersen, che punta con decisione alla conquista della maglia verde, non poteva certo permettersi di perderne. Ne è nata una volata accesa, combattuta fino all'ultimo metro.
Dopo una buona azione di avvicinamento da parte del suo treno, Pedersen ha scattato con decisione, ma nel finale ha deviato verso destra, chiudendo la traiettoria su Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) e costringendolo a frenare per evitare le transenne. Il danese ha tagliato il traguardo per primo, portando a casa 20 punti pesantissimi.
Subito dopo la linea, i due velocisti sono stati visti parlare e poi stringersi la mano — un gesto che ha stemperato le tensioni, almeno in apparenza. Ma i canali ufficiali del Tour hanno comunicato che lo sprint era "sotto revisione" e che i risultati non erano ancora ufficiali.
La situazione si è fatta ancora più caotica via radio: l'auto della Lidl-Trek è stata convocata dalla vettura dei commissari, e Pedersen stesso è stato chiamato a presentarsi ai giudici. Dalle comunicazioni radio trasmesse in diretta TV si è sentito chiaramente il corridore esclamare: "Non so cosa stia facendo il commissario." Dal team car è arrivata la risposta: "Ci hanno detto che verrai retrocesso, ma ora non sentiamo nulla via radio." Il compagno di squadra Quinn Simmons ha aggiunto la sua versione dei fatti: "Ho visto tutto, non si è mosso, è completamente falso."
Alla fine, con sorpresa di molti, i commissari hanno confermato il risultato originale: Pedersen tiene i punti e la sua posizione. Una decisione che fa discutere, soprattutto alla luce di quanto accaduto il giorno precedente, quando Jasper Philipsen era stato prima retrocesso e poi reintegrato nella classifica della tappa 11 — una saga che aveva già seminato confusione nel gruppo e tra gli appassionati.