Vuelta a España, Pogacar pronto all cronometro di Montecarlo, ma avverte: "Bisognerà usare i freni"
A Monaco 9,4 km pieni di curve inaugureranno la Vuelta 2026: il fuoriclasse sloveno avverte tutti, servirà testa più che potenza pura


A Monaco 9,4 km pieni di curve inaugureranno la Vuelta 2026: il fuoriclasse sloveno avverte tutti, servirà testa più che potenza pura

Con oltre 58.000 metri di dislivello complessivo, la Vuelta a España 2026 è già stata definita dal direttore di corsa Javier Guillén come la più dura mai vista. Ma è la cronometro di apertura di questa sera, cortissima e tutta tra le vie di Monaco, a rischiare di passare alla storia come una delle più tecniche di sempre nell'albo d'oro della corsa spagnola.
Appena 9,4 chilometri, un profilo pieno di curve e soli 170 metri di dislivello sui oltre 58.000 complessivi previsti in questa edizione: come ha sintetizzato il grande favorito Tadej Pogačar in conferenza stampa, "non sarà una crono da 60 all'ora tirata al massimo. Bisognerà usare i freni".
Con partenza fissata alle 19:19 ora locale in una serata che si preannuncia calda e asciutta sul Principato, Pogačar ha promesso battaglia ma ha anche gettato acqua sul fuoco riguardo alle sue reali possibilità di vestire la maglia rossa a pochi passi da casa sua.
Nonostante conosca le strade a menadito, il portacolori della UAE Team Emirates-XRG ha annunciato che farà comunque una ricognizione approfondita per limitare al minimo i rischi.
"Basta rallentare un po' nelle curve, tutto qui", ha detto Pogačar giovedì, rispondendo a chi gli chiedeva delle dichiarazioni di Wout van Aert - grande favorito per sabato, che si è addirittura costruito un percorso simulato per allenarsi in vista della crono, secondo quanto riportato da Het Laatste Nieuws - secondo cui "gli organizzatori hanno spinto al limite con questo tracciato".
"Conosco le strade davvero, davvero bene. Ci vado in moto, in macchina, in bici, ci cammino sopra. Non è l'ideale, ma non sarà una crono da 60 all'ora tutta a tavoletta", ha proseguito Pogačar.
"Bisognerà usare i freni e adottare una strategia di gestione dello sforzo diversa da quella a cui siamo abituati".

Uno sforzo da 10 minuti
Pogačar ha spiegato che durante la ricognizione, una volta transennato il percorso, sarà possibile individuare le curve più rischiose e capire come affrontarle al meglio.
Lo sloveno ha anche sottolineato le similitudini tra questo tracciato e la cronometro di apertura del Tour 2022 a Copenaghen - anche se per fortuna il meteo a Monaco si preannuncia decisamente migliore rispetto a quello danese, dove la pioggia complicò non poco la vita ai big che partirono tra gli ultimi.
"È piuttosto tecnico, mi ricorda un po' la crono di Copenaghen al Tour de France [2022]; anche lì passavamo attraverso un giardino, un marciapiede o qualcosa del genere", ha raccontato.
"Alla fine ogni corridore deve gestire il proprio sforzo. Il percorso può essere tecnico quanto vuole, ma sta a ciascuno decidere quanto forte andare".
Va detto che Pogačar non conserva ricordi particolarmente felici delle cronometro d'apertura alla Vuelta. Nella cronosquadre inaugurale del 2019 a Torrevieja, vicino Alicante, in un episodio surreale una piscinetta per bambini in un giardino vicino al percorso si ruppe durante la gara, riversando acqua in discesa fino in strada. Diverse squadre, tra cui proprio la UAE e la Jumbo-Visma, caddero a causa di quell'imprevisto.
Considerando però il suo tasso di successo nello sport in generale, Pogačar non può mai essere escluso da nessuna competizione a cui partecipa, e ha promesso il massimo sforzo per conquistare l'unica maglia di leader di un Grande Giro ancora mancante nel suo palmarès fin dalla prima tappa.
"Darò tutto. La prima tappa non sarà facile per me. Farò del mio meglio, ma la concorrenza per il primo giorno sarà altissima", ha dichiarato.
"Ci sono ragazzi che saranno molto veloci e molto tecnici, che andranno fortissimo su questo percorso. Ci proverò; voglio solo iniziare la corsa, andare lì e vedere come va".
Foto: Sprint Cycling Agency
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

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