Van Aert deluso dopo la crono: "So di aver perso tempo"
L'ottavo posto nella crono d'apertura della Vuelta lascia Wout a nove secondi da Pogačar, ma il belga guarda già alla tappa 2 con fiducia


L'ottavo posto nella crono d'apertura della Vuelta lascia Wout a nove secondi da Pogačar, ma il belga guarda già alla tappa 2 con fiducia

Il sogno di Wout van Aert di tornare immediatamente in maglia rossa alla Vuelta a España, gara che non disputava da due anni, si è infranto contro l'asfalto tecnico e insidioso di Monaco. Nonostante un impegno serio e una preparazione certosina, il campione belga della Visma-Lease a Bike ha dovuto arrendersi a un ottavo posto, a nove secondi dal vincitore di giornata e grande favorito per la generale, Tadej Pogačar.
Un dejà-vu amaro per Van Aert: due anni fa, nella crono di apertura a Lisbona, era arrivato a soli tre secondi dal vincitore Brandon McNulty. Questa volta il gap si è allargato, e a beffarlo è stato proprio il capitano di McNulty alla UAE Team Emirates, ovvero lo squalo sloveno che si preannuncia il grande protagonista di questa Vuelta.
Il percorso, che si snodava sulle strade rese celebri dal Gran Premio di Monaco di Formula 1, ha messo a dura prova tutti i corridori con le sue curve strette e le decisioni da prendere in una frazione di secondo, proprio come in un vero e proprio circuito motoristico. Van Aert si era preparato meticolosamente, arrivando persino a simulare il tracciato in Belgio per allenarsi, ma l'estrema tecnicità del percorso ha comunque avuto la meglio, impedendogli di bissare il successo a cronometro ottenuto al Tour de France nel 2022.
"Sono semplicemente soddisfatto della mia prova, e devo esserlo. Ho dato il massimo, ma so di aver perso tempo nelle curve", ha dichiarato Van Aert ai giornalisti al traguardo, come riportato da Sporza. "Ho corso qualche rischio in meno rispetto al solito, ma è stata una mia scelta. Le gambe giravano bene, quindi come ho detto, sono soddisfatto."
Prima della gara, il belga non aveva risparmiato critiche al tracciato, giudicato eccessivamente tecnico in alcuni tratti, e ha ribadito questa posizione anche al traguardo. Tuttavia, ha tenuto a precisare che questo non vuole essere un alibi per la sconfitta: "L'ambientazione era davvero unica, correre su queste strade chiuse al traffico e sul circuito di F1 è stato speciale. Mi sono divertito. Ma in alcuni punti era troppo tecnico, quasi al limite. Comunque, non è questa la mia scusante."
Un dato interessante per gli appassionati di fantaciclismo: il distacco di Van Aert non è imputabile solamente alla sua maggiore prudenza in curva. Già al primo intermedio accusava quattro secondi di ritardo, gap che è andato via via aumentando fino al traguardo, segno di un piccolo calo di ritmo nel finale piuttosto che di una scelta puramente tattica.
Dalle parole del suo team, arriva comunque un messaggio di moderata soddisfazione. "Possiamo ritenerci ragionevolmente soddisfatti", ha commentato il tecnico della Visma-Lease a Bike ai microfoni di Het Laatste Nieuws. "Puntavamo alla vittoria, quindi ovviamente non siamo felicissimi che non sia arrivata. Wout ha detto di essersi sentito molto bene e di non riuscire a spiegarsi come abbia perso così tanto tempo nel tratto finale."
Attenzione fantamanager: Van Aert può prendere la la maglia di leader nella seconda tappa e quindi può essere ideale schierarlo capitano. Si tratta di una lunga frazione ondulata verso Manosque, 209 chilometri con un breve strappo in salita nel finale: un terreno di caccia ideale per il belga, che potrebbe puntare con decisione ai bonus di abbuono. Attenzione però, perché altri velocisti-passisti di grande spessore come Mads Pedersen (Lidl-Trek) potrebbero inserirsi prepotentemente nella lotta su questo tipo di arrivo.
"Volevo assolutamente restare entro quel margine", ha aggiunto Van Aert, che ora si trova a soli nove secondi da Pogačar, corridore che - vale la pena ricordarlo per chi gioca al fantaciclismo - nella Vuelta 2024 riuscì a riprendersi la maglia di leader già nella seconda tappa proprio grazie ai bonus di abbuono. "Certo, oggi sono partito con l'obiettivo di lottare per la vittoria, ma essere così vicino è comunque una soddisfazione."
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

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