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Evenepoel furioso con Lipowitz
Interviste

Evenepoel furioso con Lipowitz

Tensione alle stelle in casa Red Bull-Bora-Hansgrohe dopo la tappa 6

Evenepoel furioso con Lipowitz
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Redazione
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Giornata di fuoco al Tour de France 2026: non solo per le fiammate di Tadej Pogačar sul Col du Tourmalet, ma anche per le scintille che si sono scatenate all'interno del team Red Bull-Bora-Hansgrohe. Protagonista di un finale di tappa al vetriolo è Remco Evenepoel, visibilmente infuriato dopo aver tagliato il traguardo di Gavarnie-Gèdre in quarta posizione.

Il belga non ha nascosto la propria rabbia ai microfoni di Sporza: "Ho chiesto il trenino e non me l'hanno dato". Parole che pesano come macigni, dirette chiaramente al co-capitano Florian Lipowitz, che secondo Evenepoel si è rifiutato di collaborare nel momento decisivo della corsa. Un atto che il campione belga ha vissuto come un tradimento, soprattutto alla luce di quanto fatto in primavera.

"Sì, ero arrabbiato, e a ragione. Alla Volta a Catalunya ho tirato in testa per 30 chilometri per lui. Gli ho chiesto di fare un chilometro di lavoro in testa, e non è stato possibile. Questo mi ha fatto infuriare, e dovremo parlarne a fondo stasera." Un messaggio chiaro, senza giri di parole: il confronto interno è inevitabile.

La dinamica della tappa aveva visto Lipowitz scollinare il Tourmalet leggermente davanti a Evenepoel, in compagnia di Paul Seixas e Isaac del Toro. Nella lunga discesa, Evenepoel era riuscito a ricongiungersi al gruppo, offrendo alla Red Bull un vantaggio numerico insieme alla Lidl-Trek di Juan Ayuso e Mattias Skjelmose. Ma la cooperazione è rimasta lettera morta, e il risultato è stato disastroso: il gruppo ha perso quasi tre minuti da Pogačar e 19 secondi da Jonas Vingegaard.

"La UAE è andata a velocità mostruosa. Noi già andavamo forte, ma loro hanno fatto qualcosa di estremo," ha spiegato Evenepoel, che pure riconosce di aver gestito il Tourmalet con lucidità: "Sapevo che con le mie doti in discesa avrei potuto rientrare sul gruppo davanti." Ed è stato così. Ma poi è arrivato il muro dell'egoismo tattico.

Non solo Lipowitz nel mirino: Evenepoel se l'è presa anche con la Lidl-Trek, accusata di non aver voluto collaborare immediatamente per cercare di ridurre il distacco dai due fuggitivi. Persino il giovane Seixas, appena 19 anni, si è detto sorpreso dall'atteggiamento di alcuni corridori. "Gli ho detto che questo è il Tour e che non sarebbe stata l'ultima volta," ha commentato il belga con un misto di ironia e rassegnazione.

Nonostante le tensioni, la classifica generale sorride parzialmente a Evenepoel: quarto posto a 3'30" da Pogačar, ma con appena 7 secondi di ritardo da Del Toro, terzo. Il podio è ancora un obiettivo realistico, anche se il belga sa bene che Vingegaard resta un avversario di primissimo piano: "Sì, è ancora possibile molto, ma Jonas è in forma. Non dobbiamo dimenticarcelo."

Per il fantaciclismo: la situazione in casa Red Bull è esplosiva e potenzialmente destabilizzante. Evenepoel è chiaramente il corridore in forma e con la testa giusta per lottare per il podio, ma le dinamiche interne potrebbero condizionarne le prestazioni. Lipowitz, 30 secondi dietro al compagno in classifica, potrebbe rivelarsi un'incognita sia in positivo che in negativo. Attenzione alle prossime tappe di montagna: se i due co-capitani non trovano un accordo, il rischio è che si annullino a vicenda, aprendo la porta ad altri pretendenti al podio come Del Toro o Vingegaard. La storia è appena cominciata.

Foto Sprint Cycling

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.