La caduta di Træen: frattura e traumi
Il norvegese dell'Uno-X Mobility cede la leadership del Tour


Il norvegese dell'Uno-X Mobility cede la leadership del Tour

La favola di Torstein Træen in maglia gialla si è conclusa nel modo più brusco possibile: una caduta violenta nella discesa del Col du Tourmalet, durante la quinta tappa del Tour de France 2026, ha posto fine all'avventura da leader della corsa per il corridore norvegese dell'Uno-X Mobility.
Træen aveva conquistato la maillot jaune con una mossa da manuale del ciclismo opportunista: infiltrarsi nella fuga di giornata nella quarta tappa e guadagnare un vantaggio di quasi otto minuti sui principali pretendenti alla classifica generale, Tadej Pogačar in testa. Un margine enorme, che faceva sperare in una permanenza in giallo fino alla seconda settimana di corsa.
Ma i piani sono stati stravolti dalla quinta tappa. Prima ancora della fatale caduta, Træen aveva già iniziato a perdere terreno sui contrafforti del Tourmalet, quando il ritmo imposto dalla UAE Team Emirates ha fatto selezione e il norvegese si è staccato dal gruppo dei big. A quel punto, la maglia gialla era già virtualmente perduta.
Il peggio, però, doveva ancora arrivare. A metà discesa, mentre veniva pilotato da un compagno di squadra, si è verificato un contatto di ruote fatale: il gregario ha rallentato in prossimità di una curva a sinistra, Træen ha proseguito all'interno, i due si sono toccati e il leader del Tour è finito pesantemente a terra, impattando con forza su spalla, collo e probabilmente anche la testa.
Seduto sull'asfalto, la maglia gialla impolverata e i medici di gara attorno a lui, il quadro era impietoso. Træen ha poi rimontato in sella e ha concluso la tappa, riuscendo persino a scherzare sull'accaduto con il compagno nella valle sottostante, ma la sua parentesi da leader del Tour de France 2026 è ufficialmente terminata. Il bollettino medico emesso in serata è pesante: frattura alle costole e traumi alla spalla e al gomito destro.
Analisi fantaciclismo: la vicenda Træen è un monito per tutti i fantallenatori. Il norvegese aveva un valore altissimo in chiave fuga e per i punti bonus legati alla maglia gialla, ma la sua natura di non-scalatore lo rendeva un investimento ad alto rischio nelle tappe di montagna. Chi aveva puntato su di lui per i bonus della leadership nelle prime tappe ha raccolto ottimi punti; ora l'attenzione si sposta definitivamente sui big della classifica generale, con Pogačar e i suoi rivali pronti a darsi battaglia senza più il cuscinetto del distacco accumulato dalla fuga.
Foto Sprint Cycling
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

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