Evenepoel: «La Francia ha distrutto anche il suo capitano»
Remco Evenepoel racconta il difficile Mondiale di Montréal: il ritmo imposto dalla Francia, le difficoltà in salita e la frase su Paul Seixas.


Remco Evenepoel racconta il difficile Mondiale di Montréal: il ritmo imposto dalla Francia, le difficoltà in salita e la frase su Paul Seixas.

Remco Evenepoel non cerca scuse. Al termine del Mondiale di Montréal, il belga ha ammesso di non aver vissuto la sua giornata migliore, spiegando come il ritmo imposto dalla Francia abbia reso la corsa durissima fin dalle prime tornate del circuito finale.
Evenepoel arrivava alla prova in linea tra i principali favoriti e con l’obiettivo di completare una prestigiosa doppietta iridata, dopo aver difeso con successo il titolo mondiale a cronometro una settimana prima.
Le sensazioni, però, sono state negative quasi subito.
«Purtroppo oggi non stavo davvero bene», ha raccontato Evenepoel. «Fin dal primo giro il ritmo era incredibilmente alto e ho capito immediatamente di non avere le mie sensazioni migliori».
A prendere in mano la corsa nelle prime fasi sul circuito di Montréal è stata soprattutto la Francia.
Bruno Armirail ha lavorato a lungo in testa al gruppo per Paul Seixas, imponendo un’andatura molto sostenuta e contribuendo a ridurre rapidamente il numero dei corridori ancora in grado di giocarsi il titolo.
Un ritmo che Evenepoel ha pagato in prima persona.
«È stata una gara molto dura a causa del ritmo imposto dalla Francia», ha spiegato il belga.
Poi una considerazione destinata a far discutere:
«Forse con quel ritmo hanno distrutto anche il loro capitano».
Una frase che assume ancora più peso considerando quanto successo nel finale. Seixas è infatti rimasto in corsa fino alle fasi decisive, prima di perdere terreno nell’ultimo giro a causa dei crampi.
I problemi di Evenepoel sono diventati evidenti a circa 60 chilometri dal traguardo.
Quando la corsa si è nuovamente spezzata sulla Voie Camillien-Houde e davanti si è formato un gruppo con diversi favoriti, il belga non è riuscito a seguire il ritmo e ha perso contatto dai migliori.
Evenepoel non si è però arreso.
Ha provato più volte a rientrare, è riuscito in diverse occasioni a riportarsi verso le posizioni di testa e ha continuato a cercare il momento giusto per attaccare.
«Sulle salite più lunghe facevo sempre molta fatica nella parte finale», ha spiegato. «Sui tratti più brevi e ripidi, invece, riuscivo ancora a spingere abbastanza bene».
Il belga ha provato comunque a inventarsi qualcosa.
«Ho tentato qualche volta, ma mi prendevano subito la ruota. Non posso certo rimproverare nessuno per questo».
E ancora:
«Ho provato altre volte, ma oggi semplicemente non doveva andare».
Nel momento più difficile della gara è arrivato anche il supporto della nazionale belga.
Wout van Aert ha aiutato Evenepoel a riportarsi verso la testa della corsa dopo uno dei momenti in cui il campione belga aveva perso contatto.
Un lavoro che Evenepoel ha voluto sottolineare nel dopo gara e che lo ha spinto a continuare a lottare fino alla fine, nonostante avesse capito di non essere nella condizione ideale.
«Non penso di essere il tipo di persona che cerca delle scuse», ha detto Evenepoel. «Ho lottato e ho provato ad arrivare il più avanti possibile».
«Ho continuato a combattere soprattutto per il lavoro che avevano fatto i ragazzi. Volevo provare a ottenere il miglior risultato possibile».
Evenepoel ha poi escluso che alla base della sua prestazione potesse esserci qualche problema di salute.
Nessuna malattia o condizione particolare.
«Semplicemente non ero super», ha spiegato.
Poi, ancora più chiaramente:
«Non ero abbastanza forte».
Una giornata negativa arrivata, tra l’altro, proprio nel momento meno opportuno.
Evenepoel ha infatti raccontato di essersi sentito molto bene durante tutta la settimana precedente alla gara.
«Avevo avuto buone sensazioni per tutta la settimana, quindi è un peccato che la giornata negativa sia arrivata proprio oggi».
Infine, una considerazione amara ma estremamente lucida:
«Se potessimo scegliere noi le giornate, sarebbe tutto più facile».
Per Evenepoel resta quindi la delusione di un Mondiale nel quale non è mai riuscito a esprimersi sui livelli sperati. Dopo il trionfo nella cronometro, il belga puntava alla doppietta iridata, ma il ritmo forsennato imposto dalla Francia e una condizione non perfetta hanno cambiato completamente lo scenario della gara.
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.
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