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Test antidoping notturni al Tour: Lappartient: "Solo in casi eccezionali"
Ciclismo

Test antidoping notturni al Tour: Lappartient: "Solo in casi eccezionali"

Il presidente UCI spiega perché i controlli a sorpresa nel cuore della notte restano "un'arma" contro il micro-dosaggio, pur non dovendo diventare la regola

Test antidoping notturni al Tour: Lappartient: "Solo in casi eccezionali"
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Redazione
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Il presidente dell'UCI David Lappartient è tornato a parlare della questione dei test antidoping notturni durante il Tour de France maschile, difendendo la loro utilità ma sottolineando che devono rimanere uno strumento eccezionale e non una prassi quotidiana nel circus del grande ciclismo.

Entrambi gli ultimi vincitori della Grande Boucle, il campione in carica Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, vincitore nel 2022 e nel 2023, sono stati tra i corridori sottoposti a controlli notturni durante l'edizione 2026 della corsa: Vingegaard è stato testato alle 2 del mattino, proprio nel giorno in cui poi si è ritirato per una caduta, mentre Pogačar è stato controllato alle 5. 

Sono poi emerse notizie secondo cui altre cinque squadre sarebbero state sottoposte a controlli in orari simili durante la corsa, un fatto atipico rispetto alle regole UCI e WADA, che normalmente limitano i test standard alla fascia orario 6-23.

Va precisato che essere selezionati per un controllo, anche fuori orario, fa parte della normale prassi antidoping e non implica alcun sospetto specifico né colpa da parte dei corridori coinvolti. Né Pogačar né Vingegaard sono stati accusati di alcuna violazione antidoping.

Parlando durante l'attuale edizione del Tour de France Femmes, Lappartient ha dichiarato in un'intervista che nel ciclismo "ci sarà sempre un sospetto di fondo". Ha spiegato che, sebbene non sia favorevole a test notturni regolari, li considera un'arma utile nella lotta contro il micro-dosaggio di sostanze illecite.

Ha inoltre sottolineato che l'assenza, fino a questo momento, di comunicati stampa da parte dell'International Testing Agency (ITA) indicherebbe che non ci sono stati test positivi durante il Tour.

"L'ITA non emette mai comunicati sui risultati negativi, solo su quelli positivi", ha dichiarato Lappartient. "Non abbiamo visto alcun comunicato durante il Tour de France, quindi sembra che non ci sia stato nulla di anomalo."

Pur non sostenendo test notturni regolari, Lappartient ha confermato che l'UCI appoggia l'uso di controlli specifici dell'ITA in quella fascia orario "perché sappiamo che, con il micro-dosaggio di EPO, si tratta di qualcosa che non si può rilevare dopo sei o sette ore. Quindi, per i corridori sapere che l'ITA potrebbe arrivare in qualsiasi momento rappresenta sempre un elemento di timore".

"Nel ciclismo abbiamo sempre avuto sospetti, per il nostro passato. So cosa è stato fatto per combattere il doping", ha aggiunto.

"Il test notturno è uno strumento in questa battaglia, ma non va utilizzato ogni giorno. Deve essere impiegato in modo molto eccezionale. Non è un sospetto su un corridore specifico, ma un messaggio globale a tutto il gruppo."

Le parole di Lappartient confermano quanto già espresso in un comunicato UCI durante la terza settimana di Tour, in risposta alle critiche di alcuni corridori sui controlli notturni.

"In seguito a diverse reazioni degli ultimi giorni riguardo ai controlli antidoping a sorpresa effettuati dall'International Testing Agency (ITA) durante il Tour de France - in particolare dopo la dichiarazione dell'associazione dei corridori professionisti (CPA) - l'Union Cycliste Internationale (UCI) desidera rispondere e ribadire che la lotta al doping resta una priorità assoluta", si legge nel comunicato.

Per chi gestisce squadre di fantaciclismo, questa vicenda rappresenta un monito interessante: episodi extra-sportivi come test notturni, polemiche mediatiche e pressioni psicologiche possono incidere sul rendimento dei big, soprattutto durante le settimane decisive di un Grande Giro. Tenere d'occhio non solo le gambe, ma anche il contesto che circonda i protagonisti della classifica generale, può fare la differenza nella gestione della propria squadra virtuale.

Foto: Sprint Cycling Agency 

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.