Altro che favorito nascosto: Mathieu van der Poel ha deciso di giocare a carte scoperte, smorzando sul nascere ogni entusiasmo attorno a un suo bis iridato. Il fenomeno di Alpecin-Deceuninck, campione del mondo nel 2023 e sul podio due anni fa a Zurigo, non si nasconde: il tracciato canadese di Montreal, in programma domenica prossima, sarebbe "un filo troppo impegnativo" per le sue caratteristiche.
Una dichiarazione che pesa come un macigno, specialmente dopo che l'assenza di Tadej Pogačar aveva riaperto completamente i giochi per la maglia iridata. Van der Poel, tuttavia, sembra vedere in questa defezione poco più che un dettaglio: "Il percorso è leggermente diverso da Zurigo, che prevedeva tanti saliscendi ma non una salita lunga come quella di Montreal ora. Il fatto che Pogačar non ci sia non cambia molto per me", ha spiegato dopo la sua vittoria di tappa al Tour du Luxembourg.
Un'analisi tattica lucida quella dell'olandese, che guarda con attenzione a chi ha già dato spettacolo sul medesimo circuito in occasione del GP di Montreal, corsa che ha visto trionfare Isaac Del Toro in volata su Paul Seixas – rispettivamente terzo e quarto alla Grande Boucle di quest'anno. Non va dimenticato poi l'altro grande favorito, Remco Evenepoel, reduce dal secondo posto proprio al Tour de France: un parterre di rivali che, secondo Van der Poel, rende la corsa troppo selettiva per le sue gambe da passista-veloce.
Il tre volte vincitore sia della Parigi-Roubaix che del Giro delle Fiandre ha fisico e struttura più adatti alle classiche pavé che a un circuito con lunghe ascese selettive come quello canadese. Nonostante ciò, l'olandese ha lavorato duramente sulla forma: "Proprio come prima dei Mondiali di Zurigo, ho cercato di perdere un po' di peso. Noto che fa una grande differenza quando sono due chili più leggero rispetto alla primavera.
Ecco però la vera chiave di lettura: i Mondiali, per loro natura imprevedibili, si corrono senza radioline né comunicazioni con gli ammiragli. "Non si sa mai ai Campionati, possono essere corse atipiche", ha sottolineato Van der Poel con un pizzico di speranza. "Si corre con le nazionali, senza comunicazione, quindi non è come le altre gare."
Una variabile impazzita che potrebbe favorire proprio i corridori più esperti e tatticamente scaltri come lui. La strategia annunciata dall'olandese è chiara: mentre Evenepoel, Seixas e Del Toro cercheranno probabilmente di far esplodere la corsa con azioni da lontano, Van der Poel punta a rimanere defilato, sperando in un ricongiungimento che porti a una volata di gruppo. "È sempre più facile avere quel tipo di finale, ma penso che abbiamo semplicemente i corridori giusti per essere presenti se la corsa si spacca presto. In questo modo possiamo togliere un po' di pressione", ha spiegato riferendosi alla solidità della sua nazionale olandese.