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Vingegaard e la verità inaspettata: 'L'anno scorso avevo pensato di smettere'
Ciclismo

Vingegaard e la verità inaspettata: 'L'anno scorso avevo pensato di smettere'

Il due volte vincitore del Tour de France si confessa: pressioni insostenibili, cambiamenti radicali e una ritrovata voglia di pedalare. Un Vingegaard rinato che fa paura al fantaciclismo.

Vingegaard e la verità inaspettata: 'L'anno scorso avevo pensato di smettere'
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Redazione
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Jonas Vingegaard ha svelato un lato di sé che pochi conoscevano. In una intervista toccante rilasciata all'emittente danese TV2, il campione della Visma | Lease a Bike ha confessato di aver seriamente preso in considerazione l'idea di abbandonare il ciclismo professionistico nel 2025. Parole forti, sincere, che lasciano il segno.

"L'anno scorso ho detto che se le cose fossero rimaste così, non avrei potuto continuare," ha dichiarato Vingegaard senza giri di parole. "Per questo abbiamo cambiato alcune cose. Il team si è reso conto di come stavo, capivano che non ero felice. Hanno accettato che dovevamo cambiare qualcosa, e lo abbiamo fatto."

Il danese ha vissuto due stagioni durissime, segnate in modo indelebile dalla caduta spaventosa al Giro dei Paesi Baschi nell'aprile 2024, un incidente che ha messo a rischio la sua stessa vita. Ma le difficoltà non erano solo fisiche: la pressione costante, i ritiri prolungati in altura, la gestione maniacale del peso e della forma fisica avevano eroso il suo equilibrio mentale.

"Come ciclista ti senti perennemente a dieta. Devi sempre pensare al tuo peso, sei sempre fuori ad allenarti. Ti viene chiesto moltissimo. Tutto questo pesa sul corpo e sulla mente," ha spiegato il corridore scandinavo, toccando un tema sempre più centrale nel ciclismo moderno: il burnout.

Vingegaard ha chiesto alla sua squadra una riduzione dei lunghi ritiri in altura e una personalizzazione maggiore dei programmi di allenamento. "Credo che in generale si dovrebbe guardare più all'individuo, a ciò che si adatta meglio al singolo corridore," ha sottolineato. "Per rendere il ciclismo di nuovo uno sport sostenibile, probabilmente bisogna andare nella direzione di creare programmi individuali per tutti i corridori."

Il risultato? Un Vingegaard completamente trasformato nel 2026. Ha vinto la Parigi-Nizza e la Volta a Catalunya, poi ha dominato il Giro d'Italia conquistando il suo primo titolo nella Corsa Rosa e completando la tripletta dei Grandi Giri. Una stagione straordinaria che lo ha proiettato al Tour de France con un'aura di imbattibilità, pur con qualche ombra: nella prima grande tappa di montagna, sul Col du Tourmalet, ha ceduto 2 minuti e 42 secondi all'eterno rivale Tadej Pogačar.

"Sì, sono molto più motivato quest'anno. E sono molto più felice di essere un ciclista," ha concluso Vingegaard con un sorriso che vale più di mille watt".

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.