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Visma-Lease a Bike senza piano B
Ciclismo

Visma-Lease a Bike senza piano B

Dopo la caduta e il ritiro di Vingegaard la squadra olandese deve reinventarsi negli ultimi sei giorni di gara

Visma-Lease a Bike senza piano B
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Redazione
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Il giorno di riposo del Tour de France 2026 ha un sapore amaro per la Visma-Lease a Bike. I sette corridori rimasti in gara sono usciti per la consueta uscita di scarico lunedì mattina, ma con il cuore pesante: il loro leader indiscusso, Jonas Vingegaard, ha lasciato la Grande Boucle nel modo peggiore possibile, cadendo a meno di venti chilometri dal traguardo della quindicesima tappa e riportando una frattura alla clavicola.

Una scena che ha lasciato tutti senza parole. La squadra aveva costruito l'intera stagione attorno al danese, senza predisporre alcun piano alternativo. Come ha ammesso con brutale onestà Matteo Jorgenson, uno dei gregari più preziosi del team: "Non abbiamo un piano B. Eravamo tutti in con Jonas, ci credevamo davvero, e stava andando tutto meravigliosamente."

Il momento del dramma è arrivato quando la squadra stava lavorando alla perfezione, preparando il terreno per Vingegaard in vista del Plateau de Solaison. Un finale che si preannunciava elettrizzante si è trasformato in una tragedia sportiva nel giro di pochi secondi. A complicare ulteriormente la situazione, l'assenza di Wout van Aert, costretto al ritiro prima della partenza a causa di un infortunio al gomito: mai come quest'anno la Visma aveva puntato tutto su un unico uomo.

Per Vingegaard si tratta del primo ritiro in carriera in una corsa a tappe di tre settimane. Un dato che rende ancora più clamorosa la notizia: nelle sue nove precedenti partecipazioni ai Grandi Giri, il danese aveva sempre terminato almeno secondo. L'unica eccezione era stata il debutto alla Vuelta 2020. Quest'anno, dopo aver completato il trittico con la vittoria al Giro d'Italia, il cerchio sembrava pronto a chiudersi nel modo più glorioso. Invece, è arrivata la prima, dolorosissima sconfitta.

Eppure, la Visma non è nuova a rialzarsi dopo aver perso il proprio capitano. Il direttore sportivo Marc Reef ha ricordato episodi simili: nel 2021, quando Primož Roglič si ritirò dopo una caduta nella prima settimana, furono Wout van Aert e Sepp Kuss a portare a casa vittorie di tappa. Lo stesso avvenne alla Vuelta 2022, con Robert Gesink che sfiorò il successo. "Siamo ancora una squadra forte", ha dichiarato Reef con determinazione. "Nei giorni scorsi i ragazzi stavano ritrovando il loro ritmo. Lunedì ci sediamo e guardiamo avanti."

Ma dove guardare, concretamente? La prima occasione sarà la cronometro individuale di martedì, dove Edoardo Affini, Bruno Armirail e Matteo Jorgenson proveranno a sfidare il favorito Remco Evenepoel. Nelle tappe successive, con la libertà di inseguire le fughe senza dover proteggere un capitano in classifica, emergono nomi interessanti: Victor Campenaerts e Sepp Kuss, già vincitori di tappe al Tour, restano opzioni credibili, ma anche i debutanti Per Strand Hagenes e Davide Piganzoli possono rivelarsi sorprese: il primo come possibile protagonista sui finali più mossi, il secondo sulle salite.

Jorgenson ha sintetizzato il dolore e la determinazione della squadra con parole che colpiscono nel profondo: "È la nostra intera vita. Passiamo la maggior parte dell'anno in cima a una montagna ad allenarci, a pesare il cibo, a fare di tutto. Quindici tappe in, avevamo fatto un buon lavoro, eravamo in una buona posizione. Accettare queste cose è sempre un duro lavoro mentale."

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.