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Evenepoel ostacolato dalle auto del Tour
Interviste

Evenepoel ostacolato dalle auto del Tour

Evenepoel è riuscito a contenere le perdite nel finale della tappa 14 del Tour de France, dopo essere rimasto attardato sul Col du Haag ed essere stato rallentato per qualche istante da due veicoli della corsa lungo il tratto verso Le Markstein.

Evenepoel ostacolato dalle auto del Tour
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Redazione
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Il belga non è riuscito a rispondere all’aumento di ritmo nel punto più ripido dell’ultima salita. Ha superato la vetta con circa trenta secondi di ritardo da Jonas Vingegaard, ma negli ultimi chilometri ha recuperato quasi tutto, arrivando al traguardo a soli quattro secondi dal danese. Ha inoltre concluso con appena dieci secondi di distacco da Isaac del Toro e Paul Seixas.

Secondo Evenepoel, il freddo e la pioggia hanno inciso in maniera significativa sulla sua prestazione prima della fase decisiva.

«Devo essere sincero: oggi ho sofferto molto sotto la pioggia», ha spiegato a Sporza. «Avevo piuttosto freddo. Sull’ultima salita ho cercato di procedere con il mio ritmo, ma l’andatura davanti era leggermente troppo elevata per me».

Invece di rispondere a ogni accelerazione, Evenepoel ha preferito gestire lo sforzo senza andare fuori giri. La parte migliore della sua gara è arrivata dopo lo scollinamento, quando ha sfruttato il percorso mosso verso Le Markstein per recuperare gran parte del terreno perso.

«Credo di aver gestito abbastanza bene la situazione, perché alla fine non ho perso molto tempo», ha dichiarato. «Ho percorso molto forte l’ultimo chilometro, forse addirittura l’ultimo chilometro e mezzo».

La sua rimonta è stata però momentaneamente ostacolata quando si è ritrovato stretto tra l’auto dell’assistenza neutrale Shimano e un veicolo dell’organizzazione.

«Sono rimasto un po’ bloccato tra le due auto e credo che mi abbiano rallentato», ha raccontato. «Fortunatamente non ho ceduto molto terreno rispetto ai corridori con cui mi sto giocando il podio».

La situazione è migliorata quando Evenepoel ha raggiunto Florian Lipowitz. Il belga ha subito chiesto al corridore tedesco di collaborare fino al traguardo.

«Quando ho raggiunto Lipo gli ho gridato immediatamente che dovevamo lavorare insieme e spingere al massimo fino all’arrivo. La collaborazione ha funzionato bene e siamo riusciti a limitare i danni».

L’intesa tra i due è apparsa molto migliore rispetto a quella mostrata nella tappa del Tourmalet, quando Evenepoel si era detto contrariato per il mancato aiuto di Lipowitz nella preparazione dello sprint. Questa volta, una volta ricongiunti, entrambi hanno collaborato senza esitazioni.

«Considerando le condizioni meteorologiche insolite, credo che abbiamo resistito bene», ha concluso Evenepoel. «Domani sarà un altro giorno».

Una salita finale più regolare potrebbe favorirlo

La tappa di domenica proporrà uno scenario molto diverso: dopo l’ultima salita non ci saranno né discesa né tratti pianeggianti nei quali recuperare terreno, come invece è accaduto sabato. Evenepoel non sembra però particolarmente preoccupato, perché ritiene che un’ascesa più lunga e costante possa adattarsi meglio alle sue caratteristiche.

«Sarà una tappa completamente diversa, con alcune salite brevi, molti tratti ondulati e poi due ascese impegnative prima della salita conclusiva», ha spiegato.

«L’ultima ascesa dovrebbe durare circa quaranta minuti, forse qualcosa in meno, con una pendenza piuttosto regolare dell’otto o nove per cento. In teoria è un tipo di sforzo adatto a me. Inoltre l’ho già affrontata diverse volte durante un ritiro, quindi so cosa aspettarmi».

Evenepoel ha anche respinto l’ipotesi che il suo obiettivo sia semplicemente difendere la posizione in classifica fino alla cronometro di martedì.

«Ogni giorno cerco di arrivare al traguardo nel minor tempo possibile. Sull’ultima salita non stavo facendo calcoli su quanti secondi potessi permettermi di perdere: stavo semplicemente andando più forte che potevo».

La prova contro il tempo resta comunque una delle occasioni più importanti per recuperare terreno. Prima, però, Evenepoel intende spendere tutte le energie disponibili nella tappa di montagna di domenica.

«Domani dovrò dare ancora tutto e cercare di non perdere tempo. Poi, martedì, proverò a recuperare il più possibile e a lottare anche per la vittoria di tappa».

Successivamente il Tour si sposterà sulle Alpi, dove il belga si aspetta salite più lunghe e meno esplosive rispetto a quelle affrontate finora.

«Saranno ascese più lunghe e probabilmente meno violente. Continueremo a valutare la situazione giorno dopo giorno. Sono ancora terzo nella classifica generale, quindi devo considerarmi soddisfatto».

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.