La battaglia per la maglia verde è sempre più avvincente
Philipsen rimonta Pedersen, la lotta a punti si infiamma


Philipsen rimonta Pedersen, la lotta a punti si infiamma

Tadej Pogačar può dominare indisturbato la classifica generale del Tour de France 2026, ma la corsa ha regalato mercoledì, nella tappa 17 da Chambéry a Voiron, uno spettacolo tattico di rara intensità. Il protagonista? Non la maglia gialla, bensì la lotta per la maglia verde, che ha acceso animi, gambe e strategie lungo i 175 chilometri di percorso.
Le regole della classifica a punti sono state modificate quest'anno proprio per evitare che Pogačar monopolizzasse anche quella classifica. Il risultato è una battaglia continua, imprevedibile e ricca di colpi di scena: più punti disponibili sulle tappe pianeggianti designate, e sprint intermedi posizionati spesso nelle prime fasi delle frazioni. Una rivoluzione che ha trasformato ogni tappa in un duello aperto.
Mads Pedersen (Lidl-Trek) è il grande protagonista di questa sfida. Il danese porta la maglia verde praticamente dall'inizio, da quando ha conquistato la vittoria di tappa a Foix nella quarta frazione. Prima della tappa 17 vantava un margine di 31 punti su Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech). Un vantaggio considerevole, ma non abbastanza per dormire sonni tranquilli.
Pedersen aveva pianificato la tappa verso Voiron come una giornata per vincere con tattica e aggressività. E così ha fatto: attacchi ripetuti, inserimento in una grande fuga, vittoria allo sprint intermedio. Tutto perfetto, almeno in apparenza. Il problema? Il gruppo con Philipsen e Mathieu van der Poel è riuscito a rientrare prima del traguardo. E dopo tante energie spese, Pedersen non ha avuto le gambe per rispondere all'accelerazione finale del neerlandese. Philipsen ha conquistato 50 punti per la vittoria di tappa e altri 6 allo sprint intermedio. Pedersen si è fermato a 35 punti totali: 25 all'intermedio e 10 al traguardo. Il vantaggio del danese si è assottigliato drasticamente.
Pedersen non ha nascosto la delusione: "È stata una giornata negativa, molto dispendiosa. Sono deluso. È una grossa perdita di punti. Questa battaglia arriverà fino a Parigi." Parole che la dicono lunga su quanto sia aperta questa sfida.
Guardando alle prossime tappe, la situazione per entrambi i contendenti si complica. Nelle frazioni di montagna, raggiungere gli sprint intermedi sarà una vera impresa. Nella tappa 18, il traguardo volante arriva dopo 129 chilometri mossi e tre GPM. Nella tappa 19, ci sono due salite prima dello sprint al km 89.4, con l'arrivo sull'Alpe d'Huez. La tappa 20, invece, sembra quasi impossibile per i velocisti: il mitico Col de la Croix de Fer (hors-catégorie) precede lo sprint al km 66.5.
La vera resa dei conti sarà probabilmente sugli Champs-Élysées, nell'ultima tappa verso Parigi. Lo sprint intermedio arriva dopo soli 71 chilometri, al terzo passaggio sul traguardo, prima delle tre tornate sulla salita di Montmartre. Lì si deciderà tutto. Philipsen è più veloce in volata allo stato puro, e potrebbe essere il favorito per conquistare la maglia verde. Ma dovrà prima sopravvivere alle Alpi. Un dettaglio tutt'altro che secondario.
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