Pogačar è un fenomeno della natura: Johannessen e la sfida impossibile al Tour de France 2026
Il norvegese dell'Uno-X Mobility ammette che lo sloveno è irraggiungibile, ma punta alle tappe e alle posizioni di vertice nella classifica generale


Il norvegese dell'Uno-X Mobility ammette che lo sloveno è irraggiungibile, ma punta alle tappe e alle posizioni di vertice nella classifica generale

Dopo che Tadej Pogačar ha preso il controllo totale del Tour de France 2026 già nella prima settimana, persino alcuni dei migliori corridori sono stati costretti ad alzare bandiera bianca, riconoscendo che lo sloveno galoppa in un campionato tutto suo. Tobias Halland Johannessen, sesto nella classifica generale dell'edizione 2025 della Grande Boucle, non ha usato mezze misure per descriverlo: "È semplicemente un fenomeno della natura."
Johannessen, 20° nel ranking UCI e 11° in classifica generale alla vigilia della decima tappa, ha perso terreno nella tappa del Tourmalet e la top five in classifica generale sembra un obiettivo non semplice da raggiungere. Pogačar ha un vantaggio di 2 minuti e 42 secondi su Jonas Vingegaard, secondo in classifica, e il norvegese si trova già a quasi dieci minuti dallo sloveno.
La corsa si è già complicata ulteriormente per il team Uno-X Mobility: il compagno di squadra Torstein Træen, che aveva indossato la maglia gialla dopo la quarta tappa, è stato costretto al ritiro a causa di una caduta. Nonostante questa perdita pesante, Johannessen resta un punto di riferimento per la squadra norvegese, sia in chiave classifica che in ottica caccia alle vittorie di tappa.
"È stata una giornata dura per noi, soprattutto per Torstein e la caduta, e ora lo abbiamo perso. Era un elemento prezioso per il gruppo, ma guardando indietro ci sono stati momenti speciali", ha dichiarato Johannessen. "Penso che Pogačar porterà la maglia gialla fino a Parigi. Non ci sono molti altri che potranno godersi il primato in questo Tour, ma quei giorni in maglia gialla ci danno ancora i brividi."
Non è la prima volta che Johannessen si confronta con la potenza di Pogačar. Due anni fa, nella tappa 15, descrisse la sensazione di essere rimontato e superato in fuga dallo sloveno e da Vingegaard come "sembrare di non praticare lo stesso sport di loro". Nel 2026 la valutazione è ancora più netta: "È un fenomeno della natura. È un ciclista straordinario, e poi non cade mai, non si ammala; ha tutto il pacchetto completo."
Il fatto, però, è che Pogačar e la UAE Team Emirates-XRG sembrano voler dominare ogni occasione possibile, con Isaac del Toro pronto a raccogliere il testimone quando non è lo sloveno stesso a fare la differenza. Per i cacciatori di fughe come Johannessen, trovare spazio richiederà istinto e tempismo perfetti: "Devi avere il giusto fiuto, altrimenti stai solo sprecando energia."
Foto: Sprint Cycling Agency
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

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