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Vingegaard cede altri 44 secondi a Pogačar
Ciclismo

Vingegaard cede altri 44 secondi a Pogačar

Il danese della Visma-Lease a Bike fatica sulle salite del Massiccio Centrale e ora accusa 3'36" dallo sloveno. Per i fantallenatori, la situazione si complica

Vingegaard cede altri 44 secondi a Pogačar
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Redazione
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Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) ha ceduto altri 44 secondi al suo eterno rivale Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG) nella tappa 10 del Tour de France, restando a mani vuote di fronte all'attacco vincente dello sloveno sull'ultima salita verso Le Lioran. Un altro capitolo difficile per il campione danese, che vede il sogno di una terza maglia gialla allontanarsi sempre di più.

Pogačar ha vinto con 32 secondi di vantaggio sul gruppo degli inseguitori, ma a tagliare il traguardo per primo tra i rivali è stato Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-Hansgrohe), mentre Vingegaard è arrivato addirittura 12 secondi dopo, ultimo del drappello. Il danese aveva lavorato molto in fase di inseguimento e nelle ultimissime centinaia di metri non aveva più benzina per rispondere allo sprint degli altri corridori in lotta per i secondi di abbuono.

Nonostante tutto, Vingegaard conserva il secondo posto in classifica generale, ma ora il distacco da Pogačar è salito a 3 minuti e 36 secondi, con soli 30 secondi di margine su Evenepoel, terzo. Una situazione che per il fantaciclismo cambia le carte in tavola: Pogačar è ormai un investimento quasi obbligato, mentre Evenepoel potrebbe insidiare il secondo posto nelle prossime settimane.

"Quando ha attaccato, ho capito che dovevo andare al mio ritmo. Da lì pensavo sarebbe stata una cronometro fino al traguardo, ma per fortuna ho trovato un po' di aiuto sull'ultima salita", ha dichiarato Vingegaard ai microfoni al traguardo. "Penso sia stata una giornata accettabile, poteva andare molto peggio, questo è certo."

La tappa collinare verso Le Lioran sembrava poter sorridere a una fuga, ma la UAE Team Emirates-XRG non ha voluto concedere tregua nella battaglia per la classifica generale, neutralizzando ogni tentativo di escapada per preparare il terreno all'attacco del proprio capitano sulle salite finali. Le ascese del Massiccio Centrale, più brevi e nervose rispetto ai grandi giganti dei Pirenei o delle Alpi, si adattano molto meglio alle caratteristiche esplosive di Pogačar che non a quelle di Vingegaard.

A complicare ulteriormente la giornata del danese, la caduta di Matteo Jorgenson negli ultimi 30 km di gara, che ha privato Vingegaard di uno dei suoi gregari più affidabili. Il capitano della Visma ha dovuto appoggiarsi principalmente a Davide Piganzoli, convocato al Tour quasi all'ultimo momento dopo aver fatto bene al Giro d'Italia, ma con un ruolo di gran lunga diverso da quello a cui era abituato. Quando Pogačar ha scattato a 10 km dal traguardo, Vingegaard aveva ancora Piganzoli al suo fianco, ma non è riuscito a rispondere all'accelerazione dello sloveno. Il gruppo degli inseguitori ha comunque limitato i danni, tenendo il ritardo sotto il minuto.

Nonostante la situazione tutt'altro che rosea dopo dieci tappe, il doppio vincitore del Tour si è mostrato combattivo e fiducioso: "Penso che le mie gambe stiano migliorando e non vedo l'ora delle salite più lunghe. Speriamo in settimane migliori." Una dichiarazione da tenere d'occhio per i fantallenatori: se Vingegaard dovesse trovare la condizione sulle grandi montagne, potrebbe ancora essere protagonista di giornate da punti pesanti.

La domanda, però, rimane aperta: può un ritardo di 3'36" essere recuperato nelle Alpi? Difficile, ma nel ciclismo, si sa, mai dire mai. Vale la pena ricordare che l'ultima volta che il Tour aveva varcato il traguardo di Le Lioran, nel 2024, fu proprio Vingegaard a battere Pogačar in uno sprint a due. Un ricordo ormai lontano, che testimonia quanto sia cambiato l'equilibrio tra i due fuoriclasse in questo 2026.

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.