Visma-Lease a Bike nella crisi degli sponsor: servono 30 milioni

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20
Feb
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Il team cerca un nuovo title sponsor almeno per non perdere terreno dalle super squadre rivali

La Visma-Lease a Bike si trova di fronte a una delle sfide più difficili della sua storia recente: trovare un nuovo sponsor principale da almeno 30 milioni di euro per rimanere competitiva ai massimi livelli del ciclismo professionistico e non perdere terreno rispetto a colossi come UAE Team Emirates-XRG, Lidl-Trek, Red Bull-Bora-Hansgrohe e Decathlon-CMA CGM.

Secondo le informazioni raccolte, Visma dovrebbe mantenere un ruolo di sponsor minore, ma ridurrebbe sensibilmente il proprio contributo economico, lasciando aperta una voragine finanziaria che il manager Richard Plugge dovrà colmare nel più breve tempo possibile. La società scandinava di software, che puntava alla quotazione in borsa sulla piazza di Londra nel 2026, ha congelato quei piani a causa del rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale, che ha colpito duramente il valore delle aziende SaaS (Software as a Service).

Eppure i risultati sportivi del team nel 2025 sono stati straordinari: vittoria al Giro d'Italia e alla Vuelta a España, secondo posto di Jonas Vingegaard al Tour de France dietro Tadej Pogačar, e i trionfi di Pauline Ferrand-Prévot al Tour de France Femmes e alla Paris-Roubaix. Un palmarès invidiabile, ma che non basta a coprire i conti.

Il budget attuale del team è stimato come il quinto o sesto più alto nel WorldTour maschile. Il rapporto finanziario 2024 ha rivelato entrate da sponsor pari a 37 milioni di euro, più 9,6 milioni in beni e servizi, con ulteriori 5 milioni generati internamente. Ma a fronte di costi salariali di 30 milioni e costi operativi di 23 milioni, i conti sono chiari: servono risorse fresche.

€20 milioni per coprire Visma, €10 milioni per colmare il gap

Il team olandese può contare sul proseguimento della partnership con Lease a Bike, Skoda, Cervélo, Jumbo, SRAM e Rabobank, ma la perdita del contributo principale di Visma — stimato in circa 20 milioni di euro annui — obbliga Plugge a cercare un nuovo title sponsor capace non solo di sostituire quella cifra, ma di aggiungere almeno altri 10 milioni per competere realmente ad armi pari con le super squadre rivali.

Una fonte vicina alla situazione ha indicato a Cyclingnews che Rabobank potrebbe essere un candidato naturale, ma la banca olandese sembra orientata a investire nello sport di base nei Paesi Bassi piuttosto che in un'unica squadra professionistica. Il tempo stringe: senza un nuovo accordo nei prossimi mesi, il team sarà costretto a decisioni drastiche su budget, ambizioni e roster di corridori per il 2027 e oltre.

"Visma ha giocato al vertice assoluto, e se vuoi continuare a farlo devi trovare sponsor con risorse adeguate. Ma dove troverà quei soldi è la domanda da un milione di euro" ha dichiarato Marko Heijl, esperto di marketing sportivo per Soudal, lo sponsor del team Soudal-QuickStep. "Se guardi agli ultimi 20 anni, i budget sono cresciuti di 3,5 volte. Solo negli ultimi quattro anni c'è stata una crescita del 30%. Trovare sponsor con budget così elevati è una sfida enorme."

Un mercato degli sponsor sempre più difficile

Non è la prima volta che Plugge affronta una situazione simile. Nel 2013, quando Rabobank abbandonò il ciclismo travolto dagli scandali doping e dal caso Lance Armstrong, il manager olandese riuscì a trovare prima Belkin, poi Jumbo, e infine Visma. Ma il contesto attuale è ben più complesso.

Diversi team del WorldTour sono alla ricerca di nuovi sponsor: anche EF Pro Cycling ha annunciato recentemente di voler trovare un title sponsor per poter competere con i grandi e puntare al Tour de France. La concorrenza per i capitali è feroce: organizzatori di gare e persino l'UCI si contendono le stesse aziende interessate al ciclismo.

Per giustificare un investimento di 50 milioni di euro in un unico sponsor sportivo, un brand dovrebbe avere interessi commerciali diffusi in Europa — dove il ciclismo è più popolare — e un fatturato annuo vicino al miliardo di dollari. In alternativa, si potrebbe percorrere la strada dei fondi sovrani o di entità statali, come già avvenuto con Astana, Bahrain e UAE.

Ma il quadro globale non aiuta: il mercato degli sponsor è già occupato per anni, con il Mondiale di calcio 2026 negli USA e le Olimpiadi di Los Angeles 2028 che drenano ingenti risorse. L'instabilità geopolitica e l'impatto dei dazi commerciali rendono ancora più difficile convincere i grandi brand a fare nuovi investimenti strategici nel breve termine.

Cosa significa per il fantaciclismo? La situazione finanziaria della Visma-Lease a Bike introduce un elemento di incertezza significativo per chi gioca al fantaciclismo. Se il team non riuscisse a trovare nuovi fondi, il roster potrebbe subire cambiamenti importanti nel 2027: corridori di primo piano come Vingegaard potrebbero diventare obiettivi appetibili per squadre più ricche. Per ora il team rimane competitivo e i suoi assi sono scommesse solide, ma vale la pena tenere d'occhio gli sviluppi sponsorizzazioni nelle prossime settimane.