Maglia verde: domani ultima spiaggia per Girmay e Philipsen
Pedersen può giocare in difesa, con una terza settimana che sorride al danese


Pedersen può giocare in difesa, con una terza settimana che sorride al danese

Mads Pedersen si è piazzato solo undicesimo nell'adrenalinica e velocissima volata della tappa 11 del Tour de France a Nevers, eppure il risultato finale di giornata ha finito per giocare a suo favore. Abbastanza da blindare ulteriormente il suo controllo sulla maglia verde a punti, con ormai una sola tappa pianeggiante rimasta nel programma. La classifica a punti è sua: toccherà a lui non perderla.
Pedersen guida la graduatoria con 317 punti, davanti a Biniam Girmay (NSN) fermo a 272. Con il terzo posto a Nevers, Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) è salito a 255 punti, mentre Tim Merlier (Soudal-Quickstep), doppio vincitore di tappa, è scivolato al quinto posto con 223. Max Kanter (XDS-Astana), acerrimo rivale di Pedersen nelle volate intermedie, è quarto con 203 punti, e Olav Kooij (Decathlon CMA CGM) è lontanissimo in sesta posizione con appena 160 punti.
Il vantaggio di Pedersen su Girmay si è ridotto da 54 a 45 punti, ma il mancato successo dei suoi rivali ha trasformato questa tappa in volata in un risultato tutto sommato positivo per il danese.
"Posso ritenermi fortunato che Philipsen, Girmay o Kanter non abbiano vinto la tappa. È triste dirlo, ma questo è il gioco quando si lotta per la maglia a punti", ha ammesso Pedersen ai microfoni di Eurosport, dopo aver indossato ancora una volta il prezioso indumento verde. È la settima volta che lo porta sulle spalle da quando ha trionfato nella tappa 4 verso Foix.
Philipsen, Girmay e Merlier hanno vissuto la giornata con frustrazione per ragioni diverse, mentre Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) scattava in anticipo per vincere la tappa più veloce nella storia del Tour de France.
Merlier è rimasto addirittura quindicesimo nel finale, dove il posizionamento, la grinta e i gomiti sono stati determinanti ad altissima velocità. Girmay ha chiuso sesto, mentre Philipsen — terzo sul traguardo — è stato prima retrocesso e poi reintegrato in classifica dopo il ricorso della sua squadra.
"La volata non è stata abbastanza buona, ma per il resto è andata bene. Ho ancora la maglia oggi e spero di portarla anche domani", ha dichiarato Pedersen.
La tappa 12 verso Chalon-sur-Saône dovrebbe essere ancora una frazione per velocisti, con un massimo di 70 punti in palio. Pedersen, pur non potendo competere con la velocità pura dei suoi rivali, può comunque provare a fare punti e limitare i danni. Dopo Chalon-sur-Saône, la battaglia per la maglia verde dovrebbe progressivamente spostarsi a suo vantaggio, con fughe da lontano e la lotta per la classifica generale destinate a dominare le tappe rimanenti.
Mentre i velocisti puri si concentreranno sulla sopravvivenza nelle frazioni impegnative, Pedersen potrà puntare sui traguardi volanti intermedi o addirittura inserirsi in qualche fuga strategica, come potrebbe accadere nella tappa 17 verso Voiron. La Lidl-Trek potrà inoltre inviare propri uomini all'attacco per complicare la vita ai rivali nelle volate delle tappe successive.
Pedersen avrà persino un'ultima chance di punti nella tappa 21 verso Parigi, con lo sprint intermedio previsto sugli Champs-Élysées, prima delle tre ascese della Côte de la Butte Montmartre.
"Dopo la tappa 12 avremo chiuso con le vere tappe in volata, con tutti i grandi punti in ballo, e sarò ancora in corsa per il verde", ha sottolineato Pedersen. "Il nostro approccio non cambierà, ma dopo la 12 inizieremo a essere ovunque con la squadra. Questo è il piano da qui a Parigi."
Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.

Pedersen può giocare in difesa, con una terza settimana che sorride al danese

Il velocista belga paga le conseguenze di una volata caotica e perde punti preziosi per la maglia verde

82 gare senza vittorie per il campione francese: il direttore sportivo Engels ammette le difficoltà ma non perde la fede nel suo fuoriclasse

Battuti Kooij e Philipsen in una volata stranissima