Dopo aver tagliato il traguardo di Bergerac con una delle sue devastanti volate da lontano, Tim Merlier non ha avuto dubbi: accorciare la nona tappa del Tour de France era la scelta giusta. Il velocista belga, vincitore della frazione di sabato e autentico protagonista di questa Grande Boucle 2026, ha accolto con favore la decisione dell'organizzazione di ridurre di 30 chilometri la tappa verso Ussel, nel dipartimento della Corrèze, messo in allerta rossa per la storica ondata di caldo che sta tormentando la Francia centrale.
"Decisamente, non è una cattiva idea secondo me. Forse i corridori da classifica o chi punta alle fughe la vedranno diversamente, perché potrebbero intravedere un'opportunità, ma siamo ormai a una settimana di gara sempre sopra i 35 gradi", ha dichiarato Merlier, visibilmente esausto dopo la sua incredibile volata. "È stata davvero una battaglia per accaparrarsi acqua, ghiaccio e bibite dalle ammiraglie. Nelle tre tappe veloci ero concentrato sulla gara, ma negli altri giorni pensavo solo ad avere abbastanza da bere e abbastanza ghiaccio per raffrescarmi, perché il caldo è semplicemente insopportabile."
Il corridore della Soudal Quick-Step ha poi concluso con una frase che la dice lunga: "Per me, è una buona idea accorciare la tappa. Non c'era molto altro che potessero fare, credo. E quindi, grazie all'organizzazione per aver cercato di fare qualcosa."
Non è la prima volta che questa edizione del Tour ha dovuto fare i conti con condizioni meteo estreme: già alla terza tappa il rischio incendi aveva portato alla chiusura del percorso finale agli spettatori. Ma con l'escalation del calore, qualcosa di più drastico si imponeva. La decisione, presa nella serata di sabato d'intesa con le autorità locali, ha coinvolto anche il direttore della corsa Christian Prudhomme, che ha spiegato il ragionamento alla stampa francese.
"È una tappa dura, quella della Corrèze. I campioni sono in gara da dieci giorni, sotto temperature molto elevate, e il dipartimento è stato messo in allerta rossa", ha dichiarato Prudhomme a L'Équipe. "Abbiamo deciso insieme al prefetto, in pieno accordo con le autorità, di accorciarla. Tagliamo direttamente e avremo una tappa più corta. Dal punto di vista sportivo non cambia nulla, perché rimane straordinariamente impegnativa. Saranno però 30 chilometri in meno. Quando Thierry Gouvenou lo ha comunicato a Pogačar, lui lo ha ringraziato."
Sì, avete letto bene: anche Tadej Pogačar, la maglia gialla, ha apprezzato la modifica. Un segnale eloquente di quanto le condizioni siano state durissime anche per il campione sloveno, che pure è abituato a soffrire in salita.
Prudhomme ha anche escluso l'ipotesi di anticipare gli orari di partenza: "Svegliare i corridori alle 5 di mattina è un po' complicato, anche se succede per i controlli antidoping", ha ironizzato il direttore del Tour. L'organizzazione ha invece ribadito come la riduzione del percorso sia stata pensata principalmente per tutelare gli spettatori lungo la strada: "È una questione di buon senso. Dal punto di vista sportivo non cambia nulla. Al contrario, potrebbe essere ancora più intensa."
Foto: Sprint Cycling Agency