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Philipsen in crisi: lo sprinter belga è irriconoscibile
Ciclismo

Philipsen in crisi: lo sprinter belga è irriconoscibile

Alla settima tappa del Tour de France 2026, la squadra offre una volata da manuale ma Jasper Philipsen non riesce a sfruttarla: per il fantaciclismo è un campanello d'allarme

Philipsen in crisi: lo sprinter belga è irriconoscibile
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Redazione
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Bordeaux, teatro di leggendarie volate al Tour de France, ha assistito a qualcosa di raro: un treno di lanciatori perfetto, quasi da manuale del ciclismo anni Novanta, con un finale però amaro per chi sperava in Jasper Philipsen. La squadra Alpecin-Premier Tech ha tirato fuori dal cassetto la tattica del lead-out train classico, con cinque gregari che si sono alternati in successione negli ultimi 2500 metri, ciascuno staccandosi al momento giusto. Un'organizzazione impeccabile. Peccato che l'ultimo vagone del convoglio, Philipsen appunto, non abbia avuto il carburante necessario.

Il campione belga, già autore di 10 vittorie di tappa al Tour, aveva lasciato intravedere qualche difficoltà già nella prima tappa in volata di mercoledì. A Bordeaux, nonostante la consegna reale di Mathieu van der Poel in persona lo abbia lanciato a 250 metri dal traguardo, Philipsen si è spento come una candela nella pioggia. Il confronto con il vincitore Tim Merlier (Soudal Quick-Step) è stato impietoso: una differenza di velocità abissale che non lascia spazio a molte interpretazioni.

"È stato uno sforzo di squadra straordinario e ne sono felice, ma ovviamente sono deluso dalle mie gambe e dal mio sprint" ha ammesso Philipsen a fine tappa. "Non è così che dovrebbe andare. Non è così che dovrebbero rispondere le mie gambe."

Certo, ci sono attenuanti: un leggero vento contrario nel rettilineo finale e un contatto di spalla con Fernando Gaviria (Caja Rural) hanno disturbato la sua traiettoria. Ma nessuno di questi fattori spiega davvero la sua debolezza. "Dobbiamo analizzare la situazione. L'unica cosa che posso dire è che ho dato tutto. Ho pedalato più forte che potevo, ma non è bastato" ha aggiunto il belga. "Le sensazioni sono ok, andiamo giorno per giorno. Oggi non avevo la velocità nelle gambe, speriamo arrivi."

Sulla questione del caldo, che in queste prime tappe del Tour 2026 si è fatto sentire, Philipsen ha glissato: "Il caldo c'è per tutti. È molto impegnativo per il corpo, i muscoli fanno male, cerchiamo di gestirlo nel miglior modo possibile e per ora stiamo andando avanti."

Il team manager Christophe Roodhooft ha difeso il suo corridore di punta davanti ai giornalisti. "Il treno di lancio era perfetto, non c'è nulla da dire su quello" ha dichiarato. "Alla fine Jasper ha aperto lo sprint ma non è riuscito a raggiungere la velocità che ha di solito. Dobbiamo aspettare un po' per capire il perché." E sulla spiegazione: "Se riuscissimo a spiegarlo, non accadrebbe. È difficile dirlo. Rimane uno sport e a volte le cose vanno bene." La conclusione del manager è stata insolitamente tenera: "Non incolpiamo Jasper. È così. È sport e lui è un essere umano."

Spunti per il Fantacycling: la situazione di Philipsen è un segnale d'allarme importante per chi lo ha in squadra. Il belga si trova in un momento di forma precaria e, con le tappe di montagna in arrivo, il rischio è che non riesca a recuperare prima delle prossime opportunità in volata. Al contrario, Tim Merlier si conferma il velocista più in forma del gruppo in questo Tour 2026: ha già dimostrato di essere in grado di vincere quando il treno non lo assiste perfettamente, e a Bordeaux ha dominato con autorità. Chi punta sulle volate farebbe bene a rivalutare le proprie scelte, spostando i punti di forza su Merlier e tenendo d'occhio gli sviluppi della condizione di Philipsen nelle prossime tappe.

Foto: Sprint Cycling Agency 

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.