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Vingegaard va più forte del 2023, ma con questo Pogačar  non basta
Ciclismo

Vingegaard va più forte del 2023, ma con questo Pogačar non basta

Impressionante il dato in salita nella sesta tappa del Tour de France

Vingegaard va più forte del 2023, ma con questo Pogačar  non basta
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Redazione
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La prestazione super di Tadej Pogačar sul Tourmalet ha evidenziato ancora una volta come la differenza tra lui e gli altri sia sempre più incolmabile; anche da parte di Jonaas Vingegaard, che in molto, alla vigilia di questo Tour de France 2026, vedevano come suo rivale per la maglia gialla. 

La cosa impressiona ancor di più se andiamo a confrontare i tempi sul Tourmalet fatti registrare dai due corridori nel 2023 (anno in cui il danese vinse la Grande Boucle): sia Pogacar che Vingegaard, tre anni fa, fecero registrare un tempo di 45'35", mentre in questo Tour Pogacar ha fermato il tempo sui 43'12" e Vingegaard 43'43".

Vero che le tappe non erano proprio uguali, ma simili; in ogni modo il Vingegaard di adesso ha migliorato le proprie prestazioni rispetto al 2023 e ricordiamo che in mezzo il capitano della Visma Lease a Bike ha subito il terribile incidente al Giro dei Paesi Baschi. 

Pogacar, quindi, è migliorato ancora di più negli ultimi anni, ma quello che ha impressionato nella sesta tappa del Tour de France, è stata anche la supremazia della squadra UAE, con un lavoro magistrale e un ritmo sostenito già sull'Aspin. Pogacar, al momento, va più forte di Vingegaard, ma il danese non può contare nemmeno sui compagni di squadra che ha il campione del mondo. 

"Vingo", infatti, ha provato a non perdere troppo contatto dal rivale sul Tourmalet (riuscendoci, in parte), ma poi ha pagato nella successiva discesa e sull'ultima salita (tutt'altro che impegnativa), dove Pogacar aveva ancora energie per fare la differenza (tanto che ha guadagnato anche sul più numeroso gruppo di Evenepoel e Lipowitz), mentre Vingegaard era più appesantito e non ha potuto contare neppure sull'aiuto di un compagno di squadra (Kuss era rientrato sul gruppo Evenepoel, ma non ha praticamente mai aiutato il proprio capitano).

Sarebbe stato più corretto da parte della Visma, far rallentare Vingegaard e farlo arrivare con il gruppo Evenepoel per far consumare meno energie al danese (visto che poi Vingegaard è arrivato da solo a 2'42" e il gruppetto degli inseguitori a meno di 3').

In ogni caso, dal 2024, con il nuovo preparatore Javier Sola, i giorni negativi di Pogačar sono diventati quasi una leggenda urbana. Addio ai crolli sul Col du Granon o sull'Hautacam del 2022-2023: ora la domanda non è più se perderà terreno, ma quanti secondi guadagnerà ancora. Per il fantaciclismo, il consiglio è uno solo: Pogačar è imprescindibile, e chi non lo ha in squadra deve fare i conti con uno svantaggio enorme già dopo sei tappe. Gli avversari più credibili restano Vingegaard, da monitorare con attenzione, e un Seixas che potrebbe crescere sulle Alpi. Ma per ora, il Tour 2026 ha già un padrone.

Foto: Sprint Cycling Agency 

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Redazione

Giornalista sportivo e appassionato di ciclismo, segue il mondo del professionismo da oltre 10 anni. Collabora con FantaCycling per portarvi le migliori analisi e notizie dal mondo delle due ruote.